Dal cuore d’Italia alle porte del mondo in due mesi. In auto. Oggi. Due giovani donne. E non è nemmeno la prima volta. Cose da pazzi? Chissà. Ma per compiere grandi imprese è sempre indispensabile pensare ed agire fuori dall’ordinario. Come hanno fatto Silvia Gottardi e Mariella Carimini (da sinistra nella foto, in Uzbekistan e Kirgizistan). Mariella, maratoneta e manager. Silvia, campionessa di basket ed esperta di marketing. Due anni fa hanno partecipato la MongolRally, nel 2011 a TransAfrica. E nell’estate del 2012 hanno fatto un giretto da Milano al Giappone (e ritorno), una gita di oltre 19mila chilometri, a bordo di una Peugeot 3008 Hybrid4 (riverniciata di rosa e ribattezzata “Gazzamobile”) .

La vettura francese ha le caratteristiche giuste: diesel, elettrica e a quattro ruote motrici. Bassi consumi e capacità di superare ogni tipo di terreno erano indispensabili per un’avventura del genere. Dalla Slovenia all’Ucraina, dalla Russia all’Uzbekistan, dal Tajikistan alla Cina, e poi Corea del Sud e Giappone. E molto spesso le strade erano al limite dell’impraticabile.

Lo scopo del raid “Eurasia 2012” è benefico. Col supporto di Peugeot Italia, Gazzetta dello Sport e Fondazione Candido Cannavò sono stati raccolti 25mila euro da devolvere in beneficenza alle associazioni “Actionaid”, “L’orto dei sogni” e “Il gabbiano”. Le prime due aiutano le popolazioni asiatiche bisognose, la terza opera nel territorio milanese.

Avventura, dunque. Rischi? Pericolo? “Non siamo mai state realmente in pericolo – risponde Mariella – Siamo abbastanza prudenti e cerchiamo di non incorrere in situazioni rischiose. La situazione più difficile l’abbiamo incontrata in Tajikistan. Noi volevamo attraversare il Pamir per poi dirigerci verso la Cina, dove avremmo dovuto incontrare la guida impostaci dal loro governo. Ma al confine siamo state bloccate dalla polizia, perché c’era una guerra in corso. Abbiamo aspettato alcuni giorni, ma è stato impossibile, così abbiamo dovuto attraversare l’intero Kirghizistan, allungando di duemila chilometri. Non eravamo in pericolo, ma il nostro programma è stato seriamente scombussolato”.

E invece il momento che più è rimasto scolpito nella vostra mente? “Volendo risparmiare il più possibile in modo da ottenere la maggior cifra per le associazioni, cerchiamo sempre di farci ospitare dagli abitanti dei luoghi che attraversiamo. Ed è questo contatto con tantissime persone e culture diverse ciò che più ci colpisce. Addirittura il numero dei nostri amici stranieri su Facebook supera quello degli italiani. L’episodio più strampalato – prosegue Mariella – è stato quando ci hanno ospitate dei monaci tibetani. Inizialmente erano molto scettici, poiché loro vivono separatamente dalle donne. Ma quando abbiamo spiegato loro i motivi del nostro viaggio, hanno accettato di ospitarci, e sono stati gentilissimi”.

L’episodio più curioso? “Un incontro in Romania – conclude Mariella – Ci eravamo perse, abbiamo chiesto indicazioni ad una signora, e lei ci ha risposto in perfetto accento romanesco. Ci ha offerto ospitalità a casa propria dalla sua famiglia, e quando siamo arrivate abbiamo visto che loro non hanno né luce, né gas; vivono di agricoltura e bestiame. La mattina successiva abbiamo munto le mucche insieme a loro”.

E la Peugeot? Nel loro diario di viaggio, Silvia e Mariella commentano: “Si è rivelata una compagna affidabile che ci ha portate a destinazione senza il minimo problema. Più che un veicolo di trasporto, la 3008 HYbrid 4 è stata la nostra casa, la compagna instancabile grazie alla quale abbiamo potuto vivere una esperienza indimenticabile, in piena libertà e sicurezza, fuori dalle rotte turistiche”.

Nel 2013, una nuova avventura: la “Panamerica”. Sottotitolo: “Due donne al confine del mondo”. Letteralmente. Il viaggio partirà infatti dal Venezuela per arrivare ad Ushuaia, città capoluogo della Terra del Fuoco, Argentina. E’ il limite estremo del Sudamerica continentale. I fondi raccolti verranno donati all’associazione “Terre des hommes”, per un progetto in difesa delle ragazzine vittime di violenze.