Non si placa il dieselgate Volkswagen. La procura di Braunschweig ha reso noto di aver avviato perquisizioni nella sede centrale di Wolfsburg e in altre sedi della Volkswagen in Germania. I magistrati tedeschi indagano su una frode nella vendita di auto con emissioni superiori a quanto effettivamente dichiarato con l’obiettivo di trovare e archiviare dati e documenti sulla manipolazione dei test. Tre procuratori stanno lavorando al caso supportati dall’ufficio di indagini penali dello Stato della Bassa Sassonia. Interpellata in merito, Volkswagen ha precisato di stare “collaborando con la magistratura mettendo a disposizione un numero esaustivo di documenti” e ha fatto sapere di aver “a sua volta sporto denuncia, il 23 settembre, per scovare i responsabili interni dello scandalo”.

Il dieselgate Volkswagen ha investito il colosso tedesco da ormai tre settimane e il numero uno del colosso tedesco negli Stati Uniti, Michael Horn, è prossimo a deporre davanti al Congresso americano. In un documento depositato prima di testimoniare scrive che “Volkswagen è disposta ad accettare le conseguenze dei propri atti” e “sa che saremo giudicati non dalle parole, ma con le azioni che porteremo avanti nelle prossime settimane e mesi”.

Secondo il The Guardian, davanti alla Commissione energia e commercio della Camera dei Rappresentanti, Horn ammetterà di essere stato a conoscenza dei trucchi sulle emissioni delle auto a partire dalla primavera 2014: “Mi fu detto che c’era una possibile non conformità alle emissioni alla quale si poteva mettere rimedio” dovrebbe confessare al Congresso. Una versione anticipata anche dal New York Times secondo cui al manager era stato però detto che gli ingegneri della società avrebbero lavorato con l’Environmental Protection Agency (Epa) per risolvere il problema. L’inchiesta del Congresso potrebbe coinvolgere anche altre case per scoprire un eventuale uso di software analoghi a quello installato nei motori Volkswagen.

In Italia, intanto, il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini, ha detto la sua in audizione in commissione alla Camera: “Nonostante il lavoro continuo di richiesta da parte del ministero dei Trasporti e la continua sollecitazione presso Volkswagen e l’ente di omologazione tedesca, non sono pervenuti dati formali e ufficiali sul numero di vetture che circolano in Italia e che potrebbero essere coinvolte nel dieselgate“.