Per correre ai ripari dopo il dieselgate, il gruppo Volkswagen annuncia il suo “piano d’azione”. Il nuovo numero uno della casa automobilistica, Matthias Mueller, ha annunciato il ritiro di 11 milioni di veicoli dotati del software che ha frodato i test sulle emissioni. Rivolgendosi a mille top manager del gruppo, in un discorso a porte chiuse nel quartier generale di Wolfsburg, Mueller ha promesso un piano esaustivo per risolvere definitivamente il problema dei software incriminati grazie a soluzioni tecniche che verranno comunicate ai clienti in pochi giorni: “Abbiamo davanti un cammino faticoso e un sacco di duro lavoro – sono le parole di Mueller riportate da Reuters -. Saremo in grado di fare progressi solo a piccoli passi e ci saranno battute d’arresto”. Il nuovo avrebbe inoltre annunciato uno scorporo del marchio Volkswagen, destinato in futuro a essere«indipendente come Audi e Porsche.

In una nota stampa il colosso tedesco comunica che metterà mano ai motori EA 189, ovvero i propulsori TDI coinvolti dallo scandalo delle emissioni: “Un esame interno ha stabilito che è necessaria una procedura di servizi per circa cinque milioni di veicoli. I possessori di questi veicoli saranno informati nelle prossime settimane o mesi” e tutti i marchi del gruppo creeranno un sito web apposito”.

Fra le auto coinvolte nel “dieselgate”, Volkswagen cita la Golf di sesta generazione, la Passat di settima generazione e la Tiguan di prima generazione mentre delle restanti sei milioni circa 2,1 milioni sono Audi, 1,2 milioni Skoda e 1,8 milioni rappresentano i veicoli commerciali: “In un primo passaggio, i clienti coinvolti saranno informati che le emissioni dei loro veicoli saranno corrette nel futuro a breve” spiega Volkswagen per poi ribadire che “tutti i veicoli sono tecnicamente sicuri”.

La soluzione dovrà essere comunque annunciata da Volkswagen entro la scadenza del 7 ottobre, fissata dall’autorità tedesca Kba. Secondo alcuni analisti, il costo complessivo dell’operazione di richiamo legata al dieselgate potrebbe superare i 6,5 miliardi di dollari.