Le auto elettriche o ibride possono garantire un margine di rispetto dell’ambiente abbastanza sicuro, non si può dire altrettanto delle vetture che sfruttano il carburante diesel. Una recente indagine di Greenpeace espone tutti i rischi del diesel europeo con una serie di analisi chimiche a supporto.

In pratica l’attacco di Greenpeace è rivolto ai diesel europei, perché nell’Unione, gli automobilisti, fanno il pieno con carburanti che sono mescolati a biocarburanti a base di colza, soia e olio di palma. Greenpeace, prima di parlare al mondo delle quattro ruote ha fatto analizzare 92 campioni di diesel in alcune stazioni di servizio sparse in Europa.

Tutti i campioni sono stati poi inviati ad un laboratorio tedesco specializzato in questo tipo di analisi. Il problema delle mescole con biocarburanti, spiega Greenpeace nel rapporto “Metti (l’estinzione di) una tigre nel motore” è che accelerano la deforestazione e il cambio d’uso dei suoi indiretto.

Che vuol dire? Che per creare i biocarburanti, le compagnie petrolifere sfruttano ettari ed ettari di terreno, tramite la coltura degli elementi utili a creare il diesel, per esempio la soia. Se però grandi quantità di terreno sono dedicate ai carburanti, per produrre il cibo necessario agli uomini, si dovrà deforestare altrove.

La conclusione è che il diesel europeo, mescolato ai biocarburanti, è più dannoso dei combustibili fossili.