Didi Chuxing, la rivale cinese di Uber nell’ambito dei servizi di ride sharing, ha ricevuto un finanziamento di circa 7,3 miliardi di dollari (6,5 miliardi di euro). Secondo la Reuters questa cifra è formata da 4,5 miliardi di dollari che arrivano da vecchi e nuovi investitori, a cui si sommano i 2,5 miliardi erogati dalla China Merchants Bank.

Un mese fa aveva ricevuto il sostegno di Apple, che ha deciso di entrare anche nel settore del ride sharing con un miliardo di dollari mentre nell’ultima tornata di finanziamenti China Life Insurance ha erogato 600 milioni di dollari nonostante il colosso assicurativo sia uno dei finanziatori anche di Uber. In totale si parla di circa 10 miliardi di dollari a disposizione per gli investimenti tecnologici e la ricerca sul mercato mentre la valutazione dell’azienda cinese ammonta a circa 25 miliardi. La società è nata nel febbraio dello scorso anno dalla fusione di Didi Dache e Kuaidi Dache, che rappresentano due tra le maggiori app per il noleggio taxi in Cina e hanno le spalle rispettivamente colossi internet come Tencent e Alibaba.

Il servizio di Didi Chuxing è attivo in 360 città con 11 milioni di corse giornaliere, circa l’86% del mercato secondo Analysys International. L’obiettivo è quello di soddisfare la massiccia domanda di trasporto in Cina, e allo stesso tempo aiutare a risolvere alcuni dei problemi più grandi delle città, come traffico e inquinamento. Nei prossimi tre anni, l’azienda punta a raggiungere 30 milioni di passeggeri e 10 milioni di automobilisti al giorno e servire qualsiasi cliente entro 3 minuti.

Secondo Bloomberg, Didi Chuxing potrebbe debuttare a Wall Street nel 2017, diventando la maggiore Ipo Usa per una società cinese dopo Alibaba. Uber, invece, vale 62,5 miliardi di dollari ed è sul mercato cinese da circa un anno. Tra i propri finanziatori c’è anche il fondo sovrano dell’Arabia Saudita che ha messo sul piatto 3,5 miliardi di dollari. E mentre in Europa continua la battaglia a suon di cause legali nei singoli paesi dell’Unione, in Cina dovrà vedersela con un competitor solido che da ottobre 2015 ha lanciato il servizio Didi Bus a Pechino e Shenzen come servizio di prova su WeChat, fornendo 1500 passaggi quotidiani e servendo 500.000 passeggeri tra cui anche dipendenti di colossi come Lenovo e Huawei.