Anche noi ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo quando abbiamo visto le prodezze di Rosberg in pista e abbiamo puntato tutto sul giovane tedesco dando ormai per vecchio decrepito il sette volte campione del mondo. Errori di valutazione che possono essere fatti a metà del mondiale. 

La Mercedes, oggi, deve fare i conti con una squadra in cui gli equilibri sono cambiati molto. All’inizio dell’anno, come espresso anche dal management della casa di Stoccarda, tutti gli occhi erano su Rosberg che si è portato a casa anche un bel gran premio e poi ha tenuto il passo dei migliori in altre occasioni.

Poi la magia si è interrotta e la luce di Rosberg si è affievolita, fino a quando, la settima scorsa, sul podio di Silverstone, ci è finita la Mercedes di Schumi. Una specie di “a volte ritornano” che ha illustrato benissimo la crisi del giovane compagno di squadra di Michael.

Rosberg ha vinto in Malesia ed è anche arrivato a punti in cinque gran premi. Non ha polemizzato sulla gestione degli pneumatici e si è tenuto al riparo dai riflettori del Circus che adesso però mettono sotto la lente d’ingrandimento un calo vistoso nelle prestazioni.

Ad Hockenheim potrebbe risorgere, perché la pista si adatta al suo modo di guidare e alla vettura Mercedes. La speranza è sempre quella di tornare al top prima possibile:

Non siamo andati affatto bene nelle ultime due gare. Ora abbiamo il dovere di sviluppare la vettura, in modo da poter competere nuovamente con i primi. Gli altri ora stanno davvero compiendo un lavoro incredibile, in fatto di sviluppi. Noi dobbiamo adeguarci a quei ritmi, altrimenti continueremo a sprofondare.