Tom Sykes contro Marco Melandri. Chi pensa che il Mondiale SBK 2014 sia un affare a due potrebbe sbagliarsi di grosso. A giocare il ruolo di outsider ci saranno sicuramente altri piloti: su tutti la coppia Suzuki formata da Eugene Laverty e dal rookie Alex Lowes (il più veloce nelle prime libere di Phillip Island), ma la speranza tutta italiana è riposta anche in Davide Giugliano e nella sua Ducati. Il debutto sulla rossa ufficiale, sulla quale hanno scritto la storia piloti del calibro di Fogarty, Bayliss e Checa, è un motivo in più per fare bene: “Ogni volta che entro nel box sento la responsabilità, la spinta a dare il meglio di me” ha detto il 23enne pilota romano in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

In Australia si può ambire a un risultato di prestigio: “Questa è l’unica pista dove nel 2013 la Ducati è andata forte. Ma solo per un giro e perché la guidava Checa che qui era un re. Nei test siamo andati forte, con tante piccole novità che possono fare la differenza. Restano le qualifiche per migliorare ancora. Stiamo lavorando sodo, io e la squadra. Partiamo con grandi prospettive”. Certo la concorrenza è spietata: “Il rivale che ammiro di più? Li stimo tutti, ma Jonathan Rea in particolare. Lui è un talento puro, forse il migliore. Sykes, invece, è carico a molla, con una Kawasaki molto a punto e resta il pilota da battere. Sul giro secco è un extraterrestre, ma gli altri si sono avvicinati. Se la dovrà sudare”. 

Insieme a Melandri proverà a tenere alto il tricolore: “Ho grande rispetto di Marco. È come Biaggi: sono campionissimi. Ma guida la migliore moto: non sarà facile batterlo”. Giugliano ha incassato proprio i complimenti del Corsaro che lo ha annunciato: “Lo ringrazio per la considerazione. In effetti io voglio stare nei primi 3-4 posti. Ce la possiamo fare, io e la Ducati”.

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