In occasione di Motodays, Davide Giugliano ha fatto la sua prima apparizione dopo l’incidente in Australia che gli è costato la frattura di tre vertebre. Il pilota capitolino della Ducati ha ricevuto un bagno di folla dei tifosi di casa e ha parlato di Mondiale Superbike a 360°: “Prima della caduta tutto stava andando per il meglio ed ero soddisfatto dei primi turni di prove – ha spiegato il romano –. Per questo sono molto rammaricato di essermi infortunato, ma ora devo solo pensare a riprendermi per poi andare il più forte possibile da Imola in poi”. Davide dovrà provare a recuperare terreno su quegli avversari che già a Phillip Island hanno conquistato vittorie, podi e punti: “Haslam e Rea sono stati davvero veloci, ma non sono una sorpresa. L’unico a stupire, purtroppo non positivamente, è stato Sykes (tornato dalla prima gara mondiale con soli 23 punti, ndr) però sicuramente si riprenderà fin dalla Thailandia. In realtà credo che le prime due gare siano di assestamento. In Australia infatti non si parte per andar forte, ma per non distruggere le gomme; quello asiatico invece è un circuito che nessuno di noi conosce. I valori reali verranno fuori quando il Mondiale arriverà in Europa”.

Davide Giugliano “Bayliss un onore come sostituito”

Giugliano ha anche spiegato il suo stile di guida, che l’anno scorso lo ha portato a cadere più di qualche volta: “L’anno scorso sbagliavo nel guidare sempre troppo vicino al limite, infatti non cadevo in prova, bensì in gara mentre lottavo per le posizioni di vertice. Purtroppo rispetto alle altre moto la Ducati soffriva in accelerazione e velocità, quindi dovevo ritardare molto le staccate per tenere il passo gara; con l’usura delle gomme, questo stile di guida mi portava a cadere”. Essere sostituito non è mai un piacere ma se al tuo posto c’è uno come Troy Bayliss il discorso cambia: “Essere sostituito da uno come Troy non è male, dato che non si tratta di un pilota qualsiasi. Lui è un mito vivente per il Mondiale Superbike e per i ducatisti ed il suo ritorno alle corse è un evento davvero incredibile. Ovviamente non fa piacere restare a casa a guardare gli altri correre, però di sicuro vedere Troy sulla mia moto è un onore”. 

Davide Giugliano vuol tornare per Imola

Proprio alla leggenda australiana si ispira Davide Giugliano: “Troy un pilota che dà comunque tanto gas a prescindere, è un pilota vecchia scuola – ha aggiunto al sito ufficiale del Mondiale SBK -. Un po’ come mi reputo io stesso, in un certo senso. Questo è ciò che ha fatto a Phillip Island, a prescindere dalla familiarità con la moto, della forma fisica e dalle difficoltà di tornare alle corse. Alla fine in gara non ha girato affatto male, si vedeva che aveva voglia di far bene ed ha dimostrato che un campione non dimentica come si fa ad andare forte”. Il rientro di Giugliano è fissato per la prima gara italiana, in programma il 10 maggio: “Orientativamente dovrei tornare per Imola. Se dovessi farcela prima sarebbe tutto più bello, però è difficile velocizzare il recupero dalle fratture vertebrali. I tempi sono quelli. Ne sapremo di più tra una decina di giorni dopo gli esami.”