La Dakar ha vissuto un altro giorno importante con la tappa numero 11, quella che si è corsa partendo da La Rioja ed arrivando a San Juan, per un totale di 431 km che non hanno fatto vittime illustri, ma hanno visto all’opera i piloti di vertice nel continuare la lotta per la vittoria.

Tra questi è svettato senza alcun dubbio il Principe Nasser Al-Attiyah, che ha spinto forte sull’acceleratore con l’intenzione di recuperare tempo prezioso al capo classifica Stephane Peterhansel. Così, non è un caso se la MINI All4 Racing si è aggiudicata la tappa.

Comunque, il leader silenzioso, quel campione, specialista della grande classica, capace di vincerla per ben 11 volte, 6 delle quali in moto, è stato prudente, ha lasciato che fosse Loeb ad andare sondare le potenzialità di Al-Attiyah, rimanendo a distanza ragionevole, che vuol dire quarta posizione di giornata e circa 8 minuti persi nel vantaggio che deteneva sul Principe nella generale.

Poco, male, rimangono quasi 52 minuti di vantaggio da gestire, e in questo Peterhansel è maestro, visto che conosce bene le insidie della Dakar. Certo, il ricorso che pende sulla sua testa lascia qualche dubbio sull’alfiere della Peugeot, ma al momento, non c’è motivo di allarmarsi.

Così, anche ai vertici di Peugeot Motorsport possono, almeno per una volta, dormire sonni tranquilli, almeno fino alla tappa successiva, visto che per la prima volta, una 2008 DKR in vetta non è incappata in un incidente o in un problema che la ponesse fuori dai giochi per la vittoria finale, come è accaduto sia a Loeb che a Sainz.

In questi frangenti è emersa tutta l’esperienza di Peterhansel, partito in sordina, mentre il mondo celebrava con clamore le performance di Loeb, poi secondo dietro a Sainz, e adesso primo con un distacco tale sul suo inseguitore che gli consente di amministrare la gara.

Vedremo cosa ci riserverà la tappa numero 12, se Al-Attiyah e la sua MINI riusciranno a recuperare tempo prezioso o se Peterhansel terrà il suo avversario a debita distanza.