Alla Dakar 2016 le temperature dovrebbero calare, di poco, e la lunga speciale, 431 chilometri, sarà dura ma non terribile. Forse. Questa la promessa del briefing serale tenuto a La Rioja alla vigilia del “tappone” che riporta la carovana in piena Pampa argentina e a San Juan. Invece la tappa di chiusura della micidiale trilogia dell’inferno, inaugurata a Belen, taglia i ponti con le incertezze e riporta l’Argentina dell’Ovest alle temperature dell’inverno. Ecco perché la tappa delle moto viene accorciata, come le precedenti. Programmare il massimo della tortura, ma essere pronti a ridimensionare la pena. Questo sembra essere il motto degli organizzatori.

Meglio uscire “vivi” che rischiare di fallire, a due tappe dalla fine, davanti all’ultimo portale delle grandi difficoltà della Dakar 2016. C’è, infatti, molto da perdere e comunque poco da guadagnare. Sebastien Loeb si incarica di dare un po’ di brio alla corsa, e lancia una delle sue terribili sfide che, a non essere super motivati, è difficile voler raccogliere. Il nove volte Campione WRC impone un ritmo infernale e guadagna strada rapidamente. In un primo tempo Peterhansel “abbocca”, e per un centinaio di chilometri si allinea alla verve del compagno di squadra, poi “Monsieur Dakar” ritrova l’aplomb del leader e “taglia” il flusso di adrenalina abbassando il ritmo e passando in modalità difensiva.

Ne approfitta Al Attiah, per fare bella figura e cercare una breccia nell’equilibrio psicologico di Loeb. Ma il fuoriclasse alsaziano non si lascia incantare. Se ha deciso di andare forte è perché da quando è salito sulla 2008 DKR ha ritrovato lo stimolo della bagarre con un “cavallo” vincente. A Bruno Famin, direttore e deus ex machina del progetto Dakar e del Team Peugeot Total, la grinta del suo nuovo campione fa un po’ paura, ma l’ingegnere si tiene forte e affronta la discesa all’inferno della Dakar con sufficiente fiducia e freddezza.

Il finale di tappa ci riserva qualche piccola sorpresa, e a Famin scende un rivolo di sudore freddo lungo la schiena. Loeb è lanciatissimo, ma a un paio di chilometri dall’epilogo urta una ruota e danneggia la trasmissione. Mentre il rookie francese si ferma sta già arrivando Cyril Despres, che ormai è diventato grande anche con le quattro ruote, con l’altra Peugeot 2008 DKR. Depres lancia la corda a Loeb e i due tagliano il traguardo agganciati. Con Loeb che ha perso tempo nel finale, la tappa è appannaggio di Al Attiyah, ma c’è ancora margine per concludere davanti a sua maestà Stéphane Peterhansel che, quarto, mantiene abbondanti cinquanta minuti il margine di vantaggio in testa alla graduatoria della Dakar a due tappe dalla fine.