La Dakar 2015 ha concluso la spettacolare, ma terribilmente insidiosa quarta tappa. Sono stati 909 i chilometri a mettere sotto torchio auto e moto da Chilecito a Copiapo. I piloti hanno raggiunto il temibile deserto dell’Atacama, la regione più secca della Terra, e le sue altissime dune di sabbia. Per i motociclisti partenza fissata alle 4 e 30 del mattino, appena più tardi le auto, per coprire il trasferimento di 594 km che portava a superare i 4.800 metri di altitudine. Finito il trasferimento inizia la prova speciale di 315 km: piste dure e velocissime che superano i 3.000 metri.

Joan Barreda (Honda) è leader della classifica provvisoria delle moto, ma Marc Coma (KTM) parte all’attacco e nei primi chilometri supera anche Matthias Walkner (vincitore della terza tappa). Barreda non ha alcuna intenzione di perdere il primato in classifica e fa registrare i migliori tempi, seguito a ruota da Coma. Sam Sunderland e Ivan Jakeš sono rallentati invece da problemi meccanici. Conduce una tappa magistrale il pilota cileno Pablo Quintanilla, che passa addirittura quarto a metà tappa. Barreda si aggiudica la quarta tappa con un vantaggio vicino ai due minuti su Coma che ora accusa 12 minuti e 49 secondi di ritardo nella classifica generale. Terzo al traguardo termina il sorprendente Pablo Quintanilla (KTM) a 4 minuti dal vincitore.

Nasser Al-Attiyah e la sua Mini hanno un vantaggio consistente da amministrare, ma la lunga tappa odierna può rimescolare le carte in tavola. Il leader della classifica generale deve guardarsi dagli attacchi sempre più convinti di Giniel de Villiers (Toyota), Orlando Terranova (Mini) e Carlos Sainz (Peugeot), ottimo quarto sulla 2008 DKR che ha debuttato in questa edizione. El “Matador” parte all’attacco con l’intenzione di scalare la classifica mentre Terranova è rallentato da un problema meccanico. Le condizioni difficili della tappa – la roccia lascia presto il posto alla sabbia – mettono a dura prova uomini e mezzi, e sia Sainz che Robby Gordon devono presto ricorrere all’assistenza dei tecnici. Registra dei problemi anche Cyril Despres, mentre Stephane Peterhansel gestisce al meglio la sua auto a trazione posteriore e fa volare la Peugeot, candidandosi alla vittoria di tappa. L’Hummer di Gordon, dopo i problemi iniziali di giornata, rientra nel pieno della corsa, anche se attardato di diversi minuti.

Bernhard ten Brinke (Toyota) passa per primo al terzo check point al km 187, precedendo di 38 secondi Leeroy Poulter e di 58 secondi il re della Dakar Peterhansel. Il francese registra a lungo i migliori tempi, prima di dover cedere alcune posizioni sul finire dalla durissima tappa. Per lui la giornata si chiude con una quinta posizione che rende onore al grande lavoro fatto dal costruttore francese, al suo rientro nella Dakar dopo 25 anni. Al-Attiyah vince anche la tappa con quasi tre minuti di vantaggio su un ritrovato Nani Roma e consolida la leadership in classifica. La quinta tappa vedrà la carovana della Dakar spostarsi da Copiapo ad Antofagasta per 697 km totali di cui 458 km di prova speciale.

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