La Dakar 2015 si sveglla nel giorno dell’Epifania con ancora gli ultimi strascichi da incubo della seconda tappa. Fortunatamente il day-3 sudamericano non ha niente a che vedere con la giornata precedente. La prova speciale è lunga appena 220 chilometri ma il meteo è peggiorato e il cielo si è coperto di nuvole con una temperatura diventata improvvisamente sopportabile. Mettiamoci anche l’atmosfera di transizione con il passaggio in Cile che rappresenta solo il preludio al terribile deserto di Atacama.

Il verde della natura domina lo scenario e lascia le classifiche pressochè immutate. Tra le moto la spunta il debuttante austriaco Natthias Walkner, neo-acquisto KTM, davanti al compagno di squadra Marc Coma di 40 secondi e a Joan Barreda di 1’53″. Un successo, quello del rookie, arrivato anche grazie alle “rinunce” dei migliori che hanno corso con un occhio al cronometro ma anche pensando alla tappa che porterà il plotone a Copiapo. Barreda e Coma, infatti, condividono il ruolo di protagonista assoluto della Dakar con il più giovane in questo momento in vantaggio di quasi undici minuti in classifica generale senza dimenticarsi di Gonçalves (secondo a 5’33″) e di Walkner (terzo a 10’33). Il contingente italiano, rimasto organo di Paolo Sabbatucci, Carlo Seminara e Cesare Zacchetti (ritiratisi nella seconda tappa, ndr) registra il 14esimo posto per Alessandro Botturi (Yamaha) a 6’16″ e il 38esimo di Paolo Ceci.

Tra le quattro ruote (284 km la tappa delle auto) da sottolineare la reazione di Orlando Terranova, aiutato probabilmente anche dall’ordine di partenza. L’argentino della Mini, al terzo successivo in tre tappe, parte molto indietro e non deve far altro che seguire le tracce degli equipaggi partiti davanti a lui. La sorpresa di giornata è il terzo posto del saudita Yazeed Al Rajhi (Toyota) a 2’52″. Al leader della corsa, Nasser Al-Attyia, va bene così: il Principe del Qatar si concede quasi un regime di escursione controllando l’irruenza degli avversari e godendosi i panorami della pampa argentina. I cinque minuti di vantaggio sugli inseguitori non sono poi così tanti ma incidono sul morale degli inseguitori che temono specialmente la disinvoltura del pilota qatariano. Il suo vantaggio su De Villiers è sceso a 5’18″ mentre Terranova accorcia il distacco che ora è di 18’02″.

photocredit: Maindru

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