La Dakar è anche questa. Si passa da un estremo all’altro nel giro di pochi istanti. Dopo la prima tappa tutto sommato tranquilla, almeno per i piloti più esperti, il day-2 del rally raid si è trasformato in un inferno. Gli organizzatori hanno infatti programmato per il secondo giorno la prova cronometrata più lunga dell’intera corsa: 518 km da da Villa Carlos Paz a San Juan, e da percorrere con acceleratore flat-out per 625 km di percorso.

Tra le moto vola la Honda di Joan Barreda che conduce una prova perfetta, senza mai farsi insidiare dagli avversari. Dietro di lui succede di tutto: il vincitore della prima tappa Sam Sunderland, mentre è in terza posizione, si perde nella polvere e compromette l’intera corsa accusando quasi due ore e mezza di ritardo. Non va molto meglio al campione in carica Coma che arriva nel finale con le gomme esaurite e deve rallentare fino a 60 km/h, concludendo ottavo dopo che al penultimo intertempo si trovava al secondo posto. Spazio dunque alla doppietta Honda con Goncalves che chiude a oltre sei minuti da Barreda, seguito da Ruben Faria in sella a KTM (9’16″). Indietro anche Alessandro Botturi (Yamaha), 18° di tappa a 26’11’’ dal vincitore. Barreda sale in testa alla classifica generale con 4’37″ di vantaggio sul compagno di squadra Gonçalves mentre Faria è terzo a oltre 10 minuti.

Sulle quattro ruote è ancora Nasser Al-Attiyah a dettare legge. Furioso per la penalizzazione di due minuti subita nella giornata precedente (che lo han retrocesso al 7° posto, ndr), il Principe del Qatar spinge sull’acceleratore e conquista rapidamente la testa della corsa. Al primo intertempo ha già 28 secondi di vantaggio su Terranova e oltre un minuto sui due sudafricani Poulter e De Villiers. Al-Attiyah domina arrivando al traguardo con 8 minuti di vantaggio su De Villier, seguito dall’altra Toyota Hilux di Ten Brinke, e si gode il primato in classifica generale con lo stesso vantaggio. Il compagno di squadra di Al-Attiyah, Terranova, sembrava avere le carte in regola per salire sul podio ma a pochi km dall’arrivo, un errore clamoroso lo manda fuori strada sprofondando a 24 minuti dalla vetta. La sfortuna continua a perseguitare il campione in carica Nani Roma che non è riuscito a mettersi alle spalle i guai della prima giornata che gli erano costati l’ultimo posto in classifica. Il catalano della Mini è ora terz’ultimo ma a oltre nove ore di ritardo dalla vetta, complice anche una penalizzazione. Il sogno di bissare il successo nella Dakar 2015 pare tramontato dopo sole due tappe.

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