La Dakar 2015 è giunta all’ultimo atto. Nella lunga tappa da Termas de Rio Hondo a Rosario si sono messe in evidenza anche le debuttanti francesi, le due Peugeot 2008 DKR, che sono state tra le grandi protagoniste di questi 12 giorni di corsa. Stephane Peterhansel e Cyril Despres hanno corso tutta la tappa con rilevamenti cronometrici davvero prossimi a quelli dei primi e sono giunti rispettivamente settimo e ventesimo. Una frazione di transizione per il Team Peugeot Total, alle prese con un’altra speciale del tutto inadatta alle caratteristiche della 2008 DKR, e dunque non difficile da interpretare dal punto di vista tattico e del risultato. Ora, a pochi chilometri dall’arrivo di Buenos Aires, sono in undicesima e in trentaquattresima posizione. La Dakar doveva essere un banco di prova speciale per testare l’affidabilità delle nuove auto transalpine. L’esame può dirsi superato a pieni voti, posto che la vettura del terzo pilota (Carlos Sainz) è uscita di scena a causa di in incidente.

Due vetture su tre sono avviate verso il traguardo e negli scorsi giorni sono più volte andate a un passo dalla vittoria con Peterhansel. La grande occasione è sfumata tra le dune di Iquique e la Pampa del Tamarugal per un incidente fortuito alla vettura di Peterhansel. Archiviata l’opportunità, e visto che non ce ne poteva essere un’altra nelle tre tappe finali, Monsieur Dakar e Despres hanno ripreso con la “routine”, chilometri e dati, esperienza e conoscenza della macchina. Se la vittoria è nel programma, altrimenti non ci sarebbe nemmeno il progetto, è utile ricordare che alla Dakar non si arriva e si vince. Possono volerci anni e non ci sono eccezioni. Anzi l’unica eccezione è targata proprio Peugeot nell’anno fragoroso della 205 Grand Raid, oltre un quarto di secolo fa. Erano altri tempi e altri scenari tecnici.

Oggi si può vincere solo con una macchina collaudata sul campo. E i protagonisti lo sanno bene: “Vorrà dire che verremo a disputare il WRC in Argentina - ha scherzato Peterhansel -. E’ vero che anche oggi abbiamo avuto una speciale da Mondiale Rally per la terza giornata di fila. In più, due bei trasferimenti prima e dopo, l’ultimo di quasi 500 chilometri. Ci mettono alla prova continuamente, ma anche oggi abbiamo superato la prova, direi brillantemente. E’ stata una speciale molto guidata, e anche questa non adatta alle due ruote motrici. Non avevamo in ballo la vittoria, quella avrei potuto cercarla qualche giorno fa quando le condizioni erano favorevoli, ma è bastato un errore per vanificare l’obiettivo che in quel frangente era legittimo. L‘importante è, adesso, più che mai, essere ormai ad un passo da Buenos Aires. I dati raccolti per lo sviluppo della macchina occupano una libreria notevole, e il lavoro fatto è eccellente”.

Della stessa opinione Despres: “Ancora WRC, ma con un handicap: partire e guidare per tutta la speciale nella polvere. È una esperienza nuova anche questa, poiché in moto ero abituato a stare davanti e ad avere l’orizzonte libero. L’esperienza dell’auto richiede adattamento e, per me, molto apprendimento. Ma le cose stanno andando benissimo. Oggi non mi sono divertito come ieri, ma in buona parte perché, dopo la speciale, ci siamo dovuti sciroppare 500 chilometri di trasferimento. Bene, posso dire che la 2008 DKR si comporta bene anche sulle lunghe percorrenze”.

(Si ringrazia Peugeot Italia per il contenuto). Qui tutti i video di Peugeot alla Dakar 2015.

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