L’undicesima tappa della Dakar 2015 potrebbe passare alla storia per non aver detto nulla di nuovo. Invece, nonostante il peggio sia passato, gli imprevisti continuano a colpire, a scoppio ritardato in conseguenza delle tappe precedenti. Vedi i casi di Paulo Gonçalves e Yazeed Al-Rajhi, secondo e terzo nelle rispettive categorie, che vedono aggiungersi la beffa al danno a 1.000 chilometri dalla fine della Dakar. Il primo ha dovuto effettuare lo swap del motore con un compagno di squadra durante la notte Marathon di Cachi, mentre il secondo non è riuscito a partire da Salta per una problema alla testata (qui il report della tappa).

In queste situazioni ci guadagna chi ha avuto la lungimiranza di mordere il freno, per un motivo o per l’altro, dall’inizio del Rally. Per il Team Peugeot Total le ragioni per non spingere dissennatamente erano insite nella consapevolezza che la Peugeot 2008 DKR, una macchina nuova e innovativa, non aveva potuto acquisire abbastanza ore di test, e nessuna esperienza di gara, e che la Dakar del debutto sarebbe stata affrontata in ogni caso con l’obiettivo di recuperare quelle ore valorizzate dallo spessore dell’impegno. L’atmosfera in seno al Team, sempre serena, ha codificato l’ottimismo delle prime ore in una sorta di consistenza che è l’evidenza più promettente per il futuro della 2008 DKR. È probabile, quindi, che Peugeot sia tornata alla Dakar con una scelta di tempi pressoché perfetta.

L’astronave del Leone ha già raggiunto un livello di affidabilità soddisfacente, e naviga senza sforzo nel riflesso della costanza di rendimento che un pilota come Stephane Peterhansel può garantire. Il settimo posto conquistato da Monsieur Dakar, settimo risultato tra i primi dieci in undici tappe, ne è la prova: “E’ stata ancora una speciale da WRC, con caratteristiche ancora più marcate – ha detto Peterhansel -. Inutile andare a cercare dei guai ora che mancano due tappe alla fine. L’occasione per conquistare almeno un podio, se non la vittoria, l’ho avuta due giorni fa, e l’ho bruciata per pura sfortuna. Non avrebbe senso andare a cercarne un’altra, in particolare ora che le due tappe che restano sono ancor meno adatte alla nostra due ruote motrici. Riprendiamo coscienziosamente il nostro lavoro di collaudo teso ad accumulare esperienza e dati, serviranno nell’immediato futuro per lo sviluppo della 2008 DKR. Essere qui a 1.000 chilometri dalla fine è già un successo enorme, che premia il lavoro meraviglioso di tutti i tecnici che hanno lavorato alla macchina”.

Anche Cyril Despres, che si è piazzato al 24esimo posto risalendo fino al 35esimo della generale, traccia un bilancio positivo: “Oggi non ho imparato nulla di nuovo, diciamo che ho “ripassato” la lezione di guida su un percorso tipicamente e tradizionalmente WRC. La lezione di oggi è andata benissimo, e saperne di più rispetto soltanto a ieri, quando mi sono presentato al via completamente digiuno in materia, mi ha aiutato a capire e sfruttare meglio le caratteristiche e il potenziale della 2008 DKR, e sono riuscito a divertirmi molto di più alla sua guida. Non credo che avrei potuto fare meglio”. 

(Si ringrazia Peugeot Italia per il contenuto). Qui tutti i video di Peugeot alla Dakar 2015.

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