Tra i partecipanti alla Dakar 2015 figura una coppia speciale, la cui storia merita di essere raccontata. Il catalano Nani Roma e sua moglie Rosa Romero parteciperanno al rally raid più duro del mondo. Non saranno pilota e navigatrice della stessa auto, come Paolo Andreucci e Anna Andreussi nel rally. Ma entrambi guideranno due mezzi diversi di due diverse case. Roma sarà comodamente (alla Dakar è più di un eufemismo) sulla Mini All4 Racing mentre la consorte dovrà domare gli oltre 9mila km sudamericani in sella a una KTM 450. I ruoli a volte si ribaltano, dunque, ma Roma di moto se ne intende visto che ha corso la Dakar su due ruote dal 1996 al 2004, quando ancora si andava ad affrontare il Sahara. Proprio nel 2004 è arrivato al traguardo per primo e da lì ha deciso di passare sulle quattro ruote. Lo scorso anno ha trionfato sempre su Mini diventando il terzo pilota della storia a conquistare il rally-raid sia sue due che su quattro ruote ma ha dichiarato che la Dakar in moto non la vuole più correre.

E’ di diverso avviso, invece, la moglie che proverà a raggiungere il traguardo dopo tre tentativi andati a vuoto (2006, 2012 e 2014): “So quello che mi aspetta, grazie anche alle uscite in moto con Nani nei weekend – si legge sulla Gazzetta dello Sport -. Sulle dune è sempre dura, speriamo solo che la meccanica tenga”. Nel 2013 ha corso la Baja Aragon, tutto il campionato di Spagna di enduro e il Merzouga Rally in Marocco. Ma non è bastato per terminare la Dakar: motivo per cui dallo scorso febbraio è immersa a tempo pieno nella preparazione con una nuova moto e una squadra, il Team Himoinsa. Il marito, 42enne, sa che è in buone mani: “Non sono preoccupato per la sua sorte perché so che è in buona compagnia. E poi non penso che la Dakar sia più pericolosa del traffico quotidiano”.

Nani Roma

Nani Roma e famiglia (Copyright©Jordi Vila/fotògraf2014)

A casa lasciano tre figli (la 17enne Abril, l’11enne Julia e il piccolo Marc di 6 anni) che faranno un tifo esagerato per entrambi. E che senza la passione per le moto forse non sarebbero neanche nati: “Era il giorno di San Jordi e la tradizione vuole che la ragazza regali un libro e il ragazzo contraccambi con una rosa. Ci trovavamo nello stesso luogo, io per una gara del campionato nazionale di enduro, lei per una prova femminile. Così le lasciai una rosa sulla moto al parco chiuso. E ora dopo 21 anni di matrimonio siamo ancora qui”. Pronti per un’altra Dakar dove i due sanno perfettamente che le occasioni per vedersi saranno poche: “Alla partenza è impossibile…dobbiamo aspettare la cena”.

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