Nei giorni che precedono la partenza della Dakar, Buenos Aires sembra trasferire la sua poderosa enormità urbanistica in quella teatrale non meno potente del rally. Scocca l’ora delle verifiche preliminari, amministrative per i piloti, tecniche per le auto e le moto in gara. Sono meticolosi, pesantemente zelanti, i commissari sportivi e tecnici di ASO, organizzatore della gara. Nella mteropoli argentina la municipalità ha messo a disposizione della società organizzatrice il parco che ospita la più grande mostra tecnologica del Sud America, Tecnopolis. Cinquanta ettari a Nord della città in cui le centinaia di piloti passano uno dopo l’altro attraverso un’operazione che non è soltanto burocratica, ma che ha sul morale gli stessi effetti di una coda per pagare una bolletta. Per fortuna c’è l’entusiasmo dilagante di una passione che contagia anche le guardie giurate all’ingresso.

Due dei tre giorni dedicati alle verifiche ne manca solo uno, che è anche quello che catapulta i concorrenti nel vivo della loro appassionante avventura. La passerella cittadina che inaugura la 37ma Dakar è uno spettacolo che genera, a fa vivere, emozioni che solo chi partecipa ha il privilegio di provare. È la passerella in cui tutti, almeno per un giorno, sono star. Per questo i sudamericani sono insuperabili, il loro entusiasmo è quasi aggressivo. Autografi, selfie, pacche sulle spalle, abbracci, neonati tra i guanti dei motociclisti o attraverso i piccoli oblò delle auto da corsa. Le manifestazioni di una gioia incontenibile si sprecano. Naturalmente quando è uno dei big a passare, è autentico delirio. Passa Marc Coma ed è letteralmente placcato mentre Nani Roma deve mimetizzarsi tra i suoi basettoni e una tenuta ancora del tutto casual per tentare di passare inosservato. Per Ignacio Casale, detentore della gara dei Quad, sembra essersi mosso l’intero Sud America.

Ma la regina della passerella pre-Dakar è Peugeot. Finalmente, alle 13:45, i tre prototipi nati per vincere fanno il loro ingresso nel Parco lavori per accedere alle zone delle verifiche. Il momento è quasi solenne. Carlos SainzStephane Peterhansel e Cyril Despres riportano, dopo un quarto di secolo, il marchio del Leone dentro una storia che è diventata una leggenda sospesa nell’imbattibilità. Le linee di design ricercato della Peugeot 2008 DKR non riescono a nascondere l’aggressività del prototipo, e l’eleganza delle forme carica ancor più di significato il tenore della sfida che tutti attendono da quasi un anno. Attorno alle 15 auto la folla si stringe, si moltiplica, intasa, ostruisce. Le tre 2008 procedono con una lentezza esasperante, divorate dall’entusiasmo che hanno generato. Dopo la passerella, andranno a sfidare i terreni impervi della Dakar vera e propria.

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