Tutto pronto per l’edizione numero 35 della Dakar (CLICCA QUI PER LA FAMIGLIA ITALIANA PRESENTE), il rally raid più famoso e temuto del mondo che si appresta a correre per la sesta volta nell’America del Sud. Il via della competizione è previsto per il 5 gennaio da Rosario, in Argentina (dove nel 1812 venne issata per la prima volta la bandiera albiceleste dal generale Belgrano) e si concluderà il 18 gennaio a Valparaiso, in Cile (CLICCA QUI PER LE POLEMICHE CON LA BOLIVIA).

Due porti marittimi densi di significati visto che hanno influenzato la storia del commercio nel corso dei secoli: inoltre la prima è la città natale di Che Guevara e Messi mentre la metropoli cilena ha conosciuto da vicino il grande poeta Pablo Neruda. Oltre a rievocazioni storiche quella che si appresta ad iniziare sarà la Dakar delle novità: il percorso varia a seconda del tipo di veicolo con auto e camion che corrono su tracciati differenti rispetto a moto e quad. Inoltre centauri e quaddisti percorreranno un pezzo in quota in Bolivia (CLICCA QUI PER LA BATTAGLIA DI SEAN PENN).

Tra le auto sono 153 gli equipaggi e oltre 300 i piloti al via con squadre composte anche da tre membri ma il favorito per la vittoria finale è il principe del Qatar Nasser Al Attiyah, vincitore nel 2011 con la Volkswagen e dopo la parentesi buggy dello scorso anno, punta a ripetersi con la Mini. Occhi puntati anche sulla Toyota del sudafricano de Villiers, dieci Dakar corse e un successo nel 2009, e sullo spagnolo Carlos Sainz, ex rallista del Mondiale e vincitore nel 2010, in gara con un buggy francese SMG. Stephane Peterhansel, vincitore nel 2013 su due e quattro ruote, promette battaglia con la Mini che ospita anche lo spagnolo Nani Roma (anche lui trionfatore su due ruote nel 2004).

Tra le moto la sfida pare essere a tre: Yamaha e Honda proveranno a togliere lo scettro la KTM che punta al 13esimo successo consecutivo: l’uomo da battere è il vincitore delle ultime due edizioni, Cyril Despres, fresco di cambio squadra, che proverà a far tornare sul gradino più alto del podio la casa dei tre diapason dove manca dal 1998. A fargli da comprimari il connazionale Olivier Pain e l’olandese Frans Verhoeven. Honda si affida, invece, allo spagnolo Joan Barreda e ai portoghesi Helder Rodrigues e Paulo Goncalves mentre KTM punta sul veterano e tre volte vincitore Marc Coma; al suo fianco il portoghese Ruben Faria, secondo nel 2013, e l’iberico Jordi Viladoms, ingaggiato in extremis al posto di Kurt Caselli, vittima di un incidente mortale alla Baja California. Tra i 75 equipaggi di camion si annuncia una lotta tra i due vincitori delle ultime due edizioni: il campione in carica Eduard Nikolaev (su Kamaz) darà del filo da torcere all’olandese Gerard de Rooy che guiderà un Iveco Powerstar.