Quattordici giorni di gara, tre Paesi attraversati Argentina, Bolivia e Cile 13 tappe per 5522 chilometri di distanza competitiva a fronte di un totale di 9374. Lo scenario è quello della Dakar 2014, in programma dal 5 al 18 gennaio, scenario che vedrà di nuovo al via Michele e Pietro Cinotto, tra i pochi italiani in gara alla maratona in auto, moto e camion più dura ma anche più esaltante al mondo. Per loro non è la prima esperienza, vi parteciparono anche lo scorso gennaio, oltre a loro c’era anche l’altro figlio, Carlo, quest’anno costretto a “disertare” per impegni professionali.

I Cinotto saranno tra i pochissimi italiani in gara (4 soli gli equipaggi italiani, QUI IL RICORDO DI FABRIZIO MEONI) per l’edizione del prossimo anno e saranno al via con due Toyota Land Cruiser 120 T2 preparate in Francia dal Team Lardeau Competition, una delle squadre di maggior esperienza al mondo nei grand raid.

Michele Cinotto (numero di gara 412) sarà affiancato da Fulvio Zini, suo amico dai tempi in cui l’ex ragazzo prodigio dei rallies italiani anni ottanta (vincitore del Trofeo A112 nel 1980, poi pilota Audi e Lancia) correva ai vertici, mentre Pietro (numero di gara 396) sarà in coppia con Maurizio Dominella, uno dei navigatori di più grande esperienza a livello internazionale, avendo già disputato ben 22 Dakar (QUI SEAN PENN SI SCHIERA CONTRO LA GARA).

Dopo avere lasciato i rallies auto, Michele Cinotto ha proseguito a coltivare la sua passione per i motori dedicandosi alle grandi maratone in auto, al suo attivo ha la partecipazione a ben 7 Rally des Pharaons oltre a varii altri raid, con un intermezzo del vecchio amore dei rallies nel 2010, quando arrivò 15° assoluto (primo degli italiani) al Rallye Montecarlo, peraltro navigato proprio dal figlio Pietro. Quest’ultimo, ammaliato dall’esperienza del padre ha iniziato da rallista nel 2009 con il Trofeo Suzuki dopo una buona esperienza in kart dall’età di 14 anni ed ha partecipato anche al Trofeo Abarth 500. Poi è passato alle gare marathon dal 2011 con notevole soddisfazione, l’ultima in ordine di tempo proprio la “Dakar 2013” (ASSENTE MARC COMA).