Sean Penn vuole fermare la Dakar. O meglio impedire l’inclusione della Bolivia nel percorso dell’edizione 2014. Nulla di personale per il famoso attore contro il rally raid più famoso del mondo. Solo una questione di diritti umani e giustizia: l’attore e regista, due premi Oscar all’attivo, è noto al pubblico anche per le sue battaglie nel campo dei diritti umani che da diversi anni porta avanti. Nominato lo scorso 30 ottobre ‘ambasciatore per le cause nobili della Bolivia’, Penn ha rotto i suoi rapporti con il presidente boliviano Evo Morales a causa della detenzione prolungata e immotivata di Jacob Ostreicher, risicultore statunitense arrestato nel giugno 2011 con l’accusa di riciclaggio.

Due settimane fa il divo hollywoodiano (foto by Infophoto) è comparso davanti al Congresso degli Stati Uniti perchè intervenga a bloccare la corsa, non permettendo alla Dakar di passare per la Bolivia. Un appello a tutti più grandi sponsor della corsa (Michelin, Honda, Mitsubishi, Red Bull e molti altri) ma soprattutto un ricatto che potrebbe convincere il presidente a liberare il prigioniero statunitense visto il giro di affari cospicuo.

L’obiettivo è anche di fare giustizia in un Paese dove il sistema giudiziario sembra avere più di un problema: “Un simbolo di libertà come la Dakar non deve passare per un Paese dove migliaia di prigionieri vivono in condizioni così selvagge che possiamo immaginarle solo in un incubo – ha detto Penn -. Il Presidente Morales ha bisogno di questo tipo di pressioni internazionali per estirpare il cancro maligno della corruzione che sta uccidendo il sistema giudiziario boliviano”.

Ostreicher, sempre dichiaratosi innocente, resta ancora in attesa del processo dopo due anni. La legge boliviana permette la detenzione per massimo 18 mesi durante la fase istruttoria, ecco perchè nel dicembre scorso, scaduti i termini, è stato trasferito agli arresti domiciliari in cambio di 14 mila dollari di cauzione. Vedremo come andrà a finire.

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