Oggi si celebra l’ennesimo lutto alla Dakar. Una corsa segnata dal sangue che otto anni fa si portava via anche il nostro Fabrizio Meoni (foto sito ufficiale), caduto rovinosamente in quella che doveva essere la sua ultima partecipazione alla corsa a tappe africana. Scompare per un arresto cardiaco, nel corso dell’undicesima tappa tra Atar e Kiffa in Mauritania.  Un crudele destino stronca l’esistenza di colui che era definito “il gigante e lo spirito della Dakar”(L’Equipe).

Vincitore delle edizioni 2001 e 2002, il motociclista toscano resta ancora oggi nel cuore degli appassionati per la sua passione e il suo carattere che gli ha permesso di diventare un’icona di questo sport. Lo sport che Fabrizio considera “la sua vita” e grazie al quale ha dato tanto all’Africa con le sue leggendarie imprese, ma soprattutto con i suoi generosi slanci di solidarietà.

Lo stesso continente che l’ha strappato agli affetti più cari e ai tanti amici che lo stimavano, oltre che per le sue eccezionali doti tecniche, per le sue squisite doti umane.  Grazie alla Fondazione voluta dalla famiglia, dagli amici, da Padre Arturo Buresti e dall’Associazione “Solidarietà in Buone Mani”, il ricordo di Fabrizio è presente e vivo in quanti desiderano dare più senso alla nostra vita aiutando i più deboli e sostenendo i suoi valori umani nel mondo sportivo.

Qui un video per ricordarlo: