Dacia Sponsor Day ha regalato un grande momento di visibilità al calcio femminile che da troppo tempo viene percepito come n mondo a sè stante. La casa automobilistica, nell’ambito del concorso ‘The Split’, ha reso omaggio alle donne del calcio, perché anche una bambina deve poter sognare di diventare una calciatrice. L’Udinese, storico partner di Dacia, è scesa in campo contro il Sassuolo condividendo la loro maglia con il gialloblù del Castelfranco Calcio Femminile. Poco prima del calcio di inizio, le ragazze della compagine di Castelfranco Di Sotto (PI) hanno fatto il loro ingresso a bordo campo srotolando uno striscione che recita ‘Viva il calcio femminile’!

La squadra toscana, infatti, è la terza vincitrice dell’inedita iniziativa Dacia Sponsor Day lanciata lo scorso gennaio da Dacia, main sponsor dell’Udinese Calcio e patrocinata dal CONI, per premiare quell’Italia sportiva e poco nota che, con spirito di sacrificio e dedizione, riesce a distinguersi nella propria disciplina. La storia del Castelfranco Calcio Femminile inizia nel 1984, quando un gruppo di ragazze, fino a quel momento tifose di compagni e fidanzati componenti la squadra maschile del luogo, decide di “scendere dagli spalti” ed indossare gli scarpini, iniziando un’avventura che le ha condotte fino ai campi della Serie A femminile, nel campionato 2001/2002. Il culmine di una parabola che da quel momento inizia una graduale fase discendente, soprattutto a causa delle scarse risorse a disposizione.

Nonostante il boom degli ultimi 6 anni, con un aumento del 72% delle calciatrici in attività (secondo una ricerca SportDNA by Repucom), in Italia il calcio femminile resta confinato all’ambito dilettantistico, dove le calciatrici per vivere sono costrette a svolgere un’altra attività, indossando gli scarpini solo a fine giornata, per continuare ad inseguire il sogno di poter, un giorno, vivere di calcio: “A spingerci è la passione e l’idea che senza di noi molte bambine non avrebbero avuto la possibilità di fare del calcio il proprio sport - ha spiegato Francesca Saponetta, Direttore Generale del team -. In realtà, più di ogni altra cosa, a spingerci ad andare avanti è l’idea che per molte bambine siamo state e saremo un esempio da seguire, un’opportunità per vincere un certo conformismo, per andare oltre e rompere schemi precostituiti”.