L’attesa per i piloti americani è stata disillusa, ancora una volta si è imposto Stoner dopo un avvio un po’ faticoso.

In sei giri ha recuperato terreno su Pedrosa che era scattato sulla linea di partenza.

Poi l’australiano ha pensato soltanto a consolidare il vantaggio ottenuto. Ad Indianapolis la corsa si gioca su 28 giri. Uno dopo l’altro ripercorriamoli per capire come Stoner sia riuscito a battere gli avversari.

Sulla griglia di partenza la scelta degli pneumatici ha uniformato tutti i piloti tranne Hayden. Quest’ultimo, invece di usare una gomma dura per la ruota anteriore come i colleghi, ha preferito la mescola più morbida.

Al via con un allungo esterno si porta al comando Dani Pedrosa, seguito da Lorenzo.

Soltanto terzo Stoner che al secondo giro, sul rettilineo recupera sullo spagnolo e si porta all’inseguimento di Pedrosa.

Simoncelli intanto cerca di insidiare la terza piazza di Lorenzo.

Al sesto giro Stoner è il nuovo leader di Indianapolis. Pian piano guadagna metri e secondi su Pedrosa e va vincere in tranquillità il secondo appuntamento americato del MotoGP.

La sua leadership fa da contraltare alla crisi di Simoncelli che dopo l’affondo su Lorenzo inizia a perdere posizioni e chiude soltanto dodicesimo la sua gara.

Terzo, sul podio è Spies che sempre sul rettilineo, al 17° giro, ruba il gradino più basso del podio a Lorenzo.