Le vendite sono ancora disastrose. Non aumentate l’Iva, altrimenti la situazione peggiorerà ulteriormente. E’ il senso dell’appello che Federauto (l’organismo che rappresenta i concessionari di automobili in Italia) lancia al Governo.

Le rilevazioni compiute sul mercato nel mese che sta per chiudersi non lasciano spazio all’ottimismo. Le stime prevedono che le immatricolazioni ad agosto saranno in linea con quelle avvenute nello stesso mese del 2012, 56.700). Nel 2011 erano state 70.700. Una situazione molto preoccupante, non solo per i costruttori. Infatti Federauto sottolinea che degli 1,2 milioni di addetti impiegati nel settore automobilistico, considerando anche l’indotto allargato, circa la metà sono attualmente colpiti da provvedimenti di cassa integrazione, rivisitazione dei contratti o licenziamenti (foto by InfoPhoto).

Aumentare l’Iva può solo aumentare la disoccupazione. Il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, chiede al Governo di pensarci bene: “Lanciamo un  appello al premier Enrico Letta e ai suoi ministri affinché scongiurino l’aumento dell’Iva. Un punto in più di Iva, che su uno Smartphone inciderebbe mediamente per meno di 5 euro, peserebbe invece su ogni auto per circa 170 euro. Negli ultimi due anni abbiamo assistito impotenti a ogni sorta di rincaro sul mondo degli autoveicoli e infatti siamo il fanalino di coda europeo. E’ arrivato il momento di comprendere che il mercato degli autoveicoli, come quello dell’edilizia, ha delle peculiarità da soppesare, soprattutto per quello che significa per l’economia, partecipando per il 16,6% alle entrate fiscali e fatturando circa l’11,4% del PIL. Volete proprio aumentare l’Iva? Bene, ma almeno esentate da questo provvedimento gli autoveicoli. Primo, perché hanno già dato il sangue in questa crisi. Secondo, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un’ulteriore riduzione della domanda“.