Tutto ha un costo al giorno d’oggi e da quando si cerca di uscire dalla crisi economica sembra che la tassazione a carico dei cittadini sia addirittura aumentata.

Forse è una banalità che lascia però il passo all’amara considerazione dei costi del settore automobilistico. Non parliamo di benzina ed assicurazioni ma di documenti.  Il mondo dei motori è vessato dai continui aumenti del costo del carburante che incidono pesantemente sulla mobilità dei cittadini, non tanto di quelli che possono sfruttare alternativamente il trasporto pubblico ma di quelli che al contrario non hanno alcuna via di scampo oltre la mezzo privato.

C’è poi il dramma delle assicurazioni auto, comparto, questo, che dovrebbe subire una decisa rivoluzione dopo l’entrata in vigore delle liberalizzazioni. E per quanto riguarda i documenti? Circolare senza patente o con un documento scaduto può comportare per l’automobilista una bella sanzione.

Eppure anche rinnovare il permesso di guida costa. Dal 2012, costa il doppio dell’anno scorso. A spiegare la situazione è intervenuta la Direzione generale motorizzazione del ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

In pratica, per motivi economici, la motorizzazione non può inviare il tagliando da incollare sulla “vecchia patente” e l’automobilista può soltanto chiedere il duplicato del documento.

Ma per rinnovare la patente adesso, non si paga più una cifra che va dai 35,42 ai 50,42 euro ma bisogna “investire” qualcosa come 79,42 o anche 96,42 euro. Fino all’assegnazione di nuove risorse, nonostante il disagio per l’utenza, questa resta l’unica soluzione.