Sempre più indicatori mettono in evidenza come l’automobile sia diventata, soprattutto  nell’ultimo anno, un bene di lusso e non più un mezzo per la mobilità individuale di tutti i giorni, per il lavoro, per lo sviluppo economico del paese, per coltivare legittime passioni e, in definitiva, per la propria libertà.

Colpa di tutti gli aumenti che hanno colpito indistintamente l’automobilista che ha dovuto sopportare una serie di rincari che non hanno precedenti per entità e concentrazione. Un breve riepilogo comprende le sempiterne e sempre più alte accise sulla benzina (+16% solo nel 2012 e +25% se consideriamo gli ultimi due anni), le tariffe autostradali (3,9% medio dall’inizio dell’anno), le assicurazioni (+3,2%), le tasse locali di immatricolazione e naturalmente l’aumento dell’IVA, in attesa, per quest’ultima voce, di un ulteriore scatto già programmato ancorché non definito nei tempi esatti di applicazione e per il quale si aspetta, evidentemente, l’esito delle elezioni (foto by InfoPhoto, Mario Monti).

Non va poi dimenticato il superbollo che ha contribuito alla scomparsa delle vetture di lusso e quindi dei relativi introiti per lo Stato, una delle tante politiche che ha prodotto molto più danni che benefici. Aggiungiamo anche un’altro aspetto come le continue ed inutili limitazioni alla circolazione, vedi domeniche a piedi, le ZTL, o l’ Area C di  Milano che nulla ottengono sul fronte dell’ambiente e della riduzione dell’inquinamento o il continuo proliferare di strisce blu che trasformano le strade che fino al giorno prima erano libere in parcheggi a pagamento e di trappole per l’applicazione di nuove multe.

Messe tutte insieme si arriva, come stimato dall’ACI, ad un costo medio annuo per vettura di 3.425 euro con un aumento rispetto all’anno scorso del 4,5%. Davvero troppo perché nel 2012 il comparto auto ha fruttato alle casse dello Stato qualcosa come quasi 60 miliardi di euro, 59.614.000 per l’esattezza, raddoppiando quanto aveva versato solo 20 anni fa quando l’erario aveva incassato solo 28.497.000. E già allora ci parevano tanti e troppi.

Ecco il dettaglio del 2012:

tasse sui carburanti e lubrificanti (Iva e Imposte): 32.498.510

Iva su acquisto veicoli (auto e moto): 6.768.590

Iva su manutenzione e e pneumatici: 5.836.330

Tasse locali (IET-APIET-ARIET): 1.219.490

Tasse su RC auto: 4.084.910

IVA su pedaggi autostradale: 1.131.880

IVA su parcheggi: 1.384.570

Tasse automobilistiche: 6.690.000

Tante tasse,  insomma, ma che non sembrano bastare mai alla voracità delle amministrazioni troppo abituate a colpire il settore dell’auto quando bisogna fare cassa. Si spiegano così due fattori preoccupanti. Il primo riguarda la dichiarazione che il 52% degli italiani non cambierà automobile nei prossimi tre anni e il secondo è il continuo crollo del mercato che, come abbiamo visto, ha segnato un calo di quasi il 20% fermandosi a 1.400.000 veicoli nel 2012, cifra destinata anche a scendere quest’anno secondo le più autorevoli previsioni.

Una situazione preoccupante denunciata anche dall’Automobile Club Italiano, che attraverso il presidente Angelo Sticchi Damiani ha ricominciato a farsi sentire tornando finalmente a svolgere il compito che gli compete, quello di rappresentante degli utenti della strada. Se si vuole far ripartire il comparto è quanto mai urgente una nuova politica di alleggerimento del carico fiscale sull’auto, una voce che dovrebbe essere al primo posto nell’agenda del nuovo governo e dei singoli candidati, quali che siano, ma di cui non si trova traccia nei vari programmi che tutti gli schieramenti sbandierano.

Forse i politici sono convinti che va bene così, che l’automobilista è abituato a pagare e che continuerà a farlo, ma i segnali che sono arrivati, vedi crollo del mercato e riduzione dei consumi di benzina sono di tutt’altro avviso. O forse sono convinti che l’auto sia la solita gallina dalle uova d’oro capace di produrre gettito infinito senza alcun problema. Invece la stanno ammazzando, o probabilmente l’hanno già fatto e si stanno dividendo solamente la carcassa. Poi torneremo ai cavalli. Un bel progresso!

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STIMA DEL GETTITO DELLE PRINCIPALI IMPOSTE E TASSE SUI TRASPORTI
(Valori a prezzi correnti: milioni di euro)
                   
  Carbur./Lubrif. I.V.A. I.V.A. IET Tasse su I.V.A. I.V.A. Tassa  
ANNI IVA e acquis. veic. manutenzione APIET R.C.A. Pedaggi Ricoveri e  Automobili_
stica
TOTALE
  Imp. fabbric. e accessori e pneumatici ARIET   Autostradali Parcheggi    
    (*) (*) IPI / IPT          
1990 17179,94 4276,26 2254,33 403,35 698,77 330,02 322,79 3031,6 28497,06
1995 24316,33 4890,85 3032,12 929,11 1510,64 466,88 704,22 3495,38 39345,52
1996 25262,37 5712,01 3267,62 858,35 1588,1 491,67 792,02 3488,67 41460,82
1997 27505,59 6589,99 3667,88 938,92 1735,3 530,92 856,55 3683,37 45508,52
1998 28478,07 7094,57 3862,06 926,01 1928,45 578,43 951,85 4419,84 48239,27
1999 28785,42 7243,31 4064,52 1024,13 2351,73 611,48 1013,47 4384 49478,06
2000 29092,02 7532,52 4249,41 1051,51 3270,87 628,01 1026,39 4372 51222,73
2001 29844,19 8152,79 4279,17 1111,39 3529,14 685,05 1047,03 4425 53073,76
2002 30647,97 8204,52 4375,24 1080,82 3829,96 728 1061,74 4910 54838,25
2003 31103,14 8115,42 4717,05 1132,33 4053,06 781,29 1080,78 5150 56133,07
2004 31866,58 8240,97 4974,85 1256,57 4154,26 834,25 1141,5 5340 57808,97
2005 32335,39 7762,96 5109,43 1193,21 4179,33 843,72 1164,83 5500 58088,87
2006 32661,39 8382,48 5199,82 1276,7 4229,01 981,53 1257,17 5800 59788,11
2007 32744,02 9118,76 5314,74 1317,44 4211,99 948,22 1327,3 6350 61332,46
2008 33139,14 8199,28 5459,88 1226,43 4049,07 960,04 1343,11 6470 60846,95
2009 30325,17 7546,49 5571,34 1175,12 3744,57 966,17 1356,95 6500 57185,81
2010 30900 7030,25 5706,69 1141,86 3901,66 1039,71 1367,15 6610 57697,31
2011 32498,51 6768,59 5836,33 1219,49 4084,91 1131,88 1384,57 6690 59614,28
* L’importo dell’IVA è calcolata solamente sulle autovetture e sui motocicli