Abbiamo spiegato altrove che chi possiede già una macchina alimentata a benzina, può scegliere un altro tipo di alimentazione per la vettura ottenendo anche un piccolo incentivo.Le persone fisiche e giuridiche che tra i loro obiettivi prioritari abbiano il rispetto dell’ambiente e il risparmio di carburante, possono scegliere di convertire l’auto a benzina in auto a GPL o a metano. Per loro lo Stato ha definito un contributo che oscilla tra 500 e 650 euro fino ad esaurimento del fondo.

Come spiega il ministero dello sviluppo economico che si occupa della distribuzione degli incentivi, sono a disposizione degli automobilisti italiani quasi 25 milioni di euro. Questi soldi arrivano direttamente dagli stanziamenti residui e dal fondo strutturale istituito con la legge numero 403 del 1997.

La legge però prevede che soltanto alcuni tipi di veicoli possono essere oggetto dell’incentivazione, e sono quelli contraddistinti dalla sigla M1 e dalla sigla N1. La prima identifica le vetture adibite al trasporto di persone, che hanno massimo otto posti a sedere più quello del conducente. Le N1 invece sono le vetture per il trasporto merci che non superano le 3,5 tonnellate di peso.

Per ottenere l’incentivo è necessario fornire la data di collaudo dell’impianto che non può essere precedente a quella di prenotazione dell’incentivo.