Non è un mistero che i valori di consumo carubrante dichiarati dalle case automobilistiche siano lontani dai valori reali. Colpa di un sistema basato sulle norme della Nedc (New European Driving Cycle), adottate dal 1980 e mai aggiornate. Norme che danno vita a prove poco realistiche e molto malleabili con trucchi impensabili che meritano un approfondimento a parte. Quello che era sconosciuto ai più è che altri stratagemmi potrebbero essere architettate dalle singole case effettuando “test di consumo forzati apposta per ottenere risultati allettanti per i consumatori”. E’ questa la denuncia di Altroconsumo che ha presentato una class action unica in Europa.

Nel mirino ci sono due colossi dell’auto, Fiat e Volkswagen, colpevoli – secondo l’associazione di consumatori – di “aver tradito le aspettative di chi sceglie un’auto e la compra perché pensa sia conveniente su strada”. La class action, aperta e gratuita, chiama a raccolta i possessori di Panda 1.2 e Golf 1.6 TDI. Le due auto, messe alla prova in un laboratorio specializzato, hanno dimostrato una differenza tra i consumi verificati dall’associazione e quelli dichiarati dalle case di rispettivamente del 18% e del 50%. Numeri che, stimando una percorrenza di 15mila km in un anno, si traducono in 247 euro nel caso di Panda e 509 euro nel caso di Golf per un periodo compreso dal 2009 al 2014.

Altroncosumo non intende fermarsi di fronte a una prassi che ritiene allargata al settore della produzione auto. Sulla base delle segnalazioni saranno testate altre auto chiamando i produttori alle proprie responsabilità: “Chiederemo ai giudici di risarcire i consumatori danneggiati dalle false promesse delle aziende automobilistiche - si legge sul sito -. Il rimborso verrà calcolato sulla base del costo medio del combustibile a partire dal 2009, anno di entrata in vigore in Italia dello strumento dell’azione collettiva. In America lo hanno appena fatto: il gruppo Ford ha dovuto risarcire i clienti, per aver ‘ottimizzato’ i dati dei consumi di diversi modelli posti in vendita”.

La battaglia per la trasparenza è appena iniziata. Insieme al Beuc, l’organismo europeo dei consumatori, l’associazione spinge per far entrare in vigore un nuovo ciclo di omologazione che riveda il protocollo di test con prove più realistiche. Il WLTP (Worldwide Harmonized Ligt Vehicles Test Procedure) potrebbe entrare in vigore in Europa nel 2017. Intanto nessuna risposta è arrivata delle case chiamate in causa. Ma a tremare è tutto il mondo dell’automobile: se le case non riusciranno a dimostrare di aver agito legalmente, potrebbero essere costrette a elargire risarcimenti milionari.

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