Pratica commerciale scorretta in merito ai consumi reali delle auto. E’ questa l’accusa che Altroconsumo ha mosso nei confronti di Fiat e Volkswagen citandole in tribunale e promuovendo per la prima volta in Italia e in Europa una class action per il risarcimento dei danni. Dito puntato contro i due colossi dell’automotive per aver dichiarato consumi inferiori a quelli emersi dalle prove previste a livello europeo e i cui risultati devono essere indicati dai produttori ai consumatori (sia sui libretti che nella pubblicità) per consentire una scelta informata. Nel mirino ci sono, rispettivamente, due modelli di punta delle due case coinvolte: Golf e Panda. Secondo Altroconsumo, i consumi della piccola di casa Fiat testata sono più alti del 18%, quelli della best-seller tedesca superano il 50%. Per la Panda con motorizzazione 1.2 benzina, 51 KW, si passa da 5,2 litri a 6,11 litri ogni 100 km. Per la Golf 1.6 TDI BM 77 KW, i 3,8 litri per ogni 100 km divenrerebbero 5,83 litri.

Consumi reali auto, nel mirino Panda e Golf

Nei due atti di citazione Altroconsumo chiede che Fiat e Volkswagen siano condannate al risarcimento dei danni patiti dai consumatori proprietari dei due modelli di Panda e Golf: 239 euro per Panda e 502 euro per Golf considerando una percorrenza annuale di 15.000 km. La class action si estende a  qualunque altro consumatore che abbia acquistato in Italia le stesse auto a far data dalla loro immissione in commercio, sulla base del criterio˟: (Consumo misurato – Consumato dichiarato) x costo carburante x (Km percorsi ÷100). Altroconsumo concretizza così quanto disposto dall’art. 140 bis, primo comma del Codice del consumo considerando che il parametro dei consumi dichiarati è tra gli elementi decisivi per scegliere un’auto invece che un’altra. La citazione di Fiat è presso il Tribunale di Torino, Volkswagen presso il Tribunale di Venezia.

Consumi reali auto, le case ci sguazzano?

Nel settembre 2014 Altroconsumo aveva diffidato Fiat e Volkswagen (qui i dettagli) affinché cessassero immediatamente la pratica commerciale scorretta e ingannevole di diffondere sia nell’attività d’informazione e di promozione dati ufficiali su emissioni e consumi inferiori a quelli rilevabili utilizzando metodi e parametri conformi alla normativa vigente. Le case hanno diffidato a loro volta Altroconsumo dal diffondere ulteriormente notizie, valutazioni ed apprezzamenti su questo dossier che lederebbe la loro immagine. Un’indagine svolta dell’Istituto di ricerca inglese “Emissions Analytics” nel 2014 ha evidenziato l‘abitudine delle società automobilistiche di sfruttare i margini di tolleranza previsti dalla norma tecnica, attualmente in vigore in tutta Europa: la ricerca parla di consumi dichiarati dai costruttori di autovetture in media del 18% inferiori rispetto a quelli reali con differenze che si attestano intorno al 36% nel caso di autovetture di piccola cilindrata. Qui la ricerca completa di Altroconsumo.