I bagagli sono stati caricati e tutto è pronto per il grande viaggio verso le vacanze.

Ma prima di partire è bene controllare che la vettura sia in ordine e soprattutto che siano a posto le gomme.

Parlo di questo perché da una recente campagna di controlli organizzata da Assogomma, Federpneus e Polizia della Strada nel periodo compreso tra il 10 ed il 21 giugno, in 7 regioni e 41 province, sono emersi dei risultati che ci devono far riflettere se vogliamo avere viaggi più sicuri.

Sui 7.000 rilievi fatti sul territorio dalle Forze dell’Ordine, emerge infatti che il 12,1% delle vetture fermate ha almeno una situazione di non conformità relativa ai pneumatici. Se parametriamo il dato al parco circolante in Italia, pari a 37 milioni di mezzi, parliamo di circa 4 milioni di auto non in regola. Certo una stima non basata su dati statistici generali, ma comunque interessante per capire che di queste cose rotonde e nere ci preoccupiamo davvero poco.

E facciamo veramente male perché all’impronta a terra, che è larga come un foglio di carta in formato A4 nel lato più corto, affidiamo gran parte della nostra tranquillità in strada (foto by InfoPhoto).

Non solo perché ben il 2,7% delle gomme controllate erano anche lisce mentre il 3% presentava danni visibili e gravi. Il dato poi peggiora se andiamo a vedere le età dei veicoli controllati dove in quelli con un’età superiore ai 10 anni raddoppia rispetto a quelli con età compresa tra i 5 e i 10 anni e si quadruplica rispetto alle vetture fino a 4 anni di età. Quindi più l’auto è vecchia, meno manutenzione si fa.

Altro fenomeno rilevato è la non omogeneità, quando cioè si hanno due pneumatici diversi sullo stesso asse della vettura, un pericoloso errore che sale dal 3,2 al 5,5%. Per legge sullo stesso asse le gomme devono essere identiche in tutto, marca, modello, misure e caratteristiche prestazionali (i codici di velocità) e corrispondere con quanto scritto sul libretto di circolazione nei dati di omologazione.

La Polstrada ha visto davvero di tutto con abbinamenti e combinazioni al massimo della fantasia. Ricordiamo che questa situazione comporta inoltre pesanti sanzioni pecuniarie oltre al ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di sottoporre nuovamente il mezzo alla revisione.

Molte auto avevano ancora montati i pneumatici invernali che con l’asfalto caldo causano un allungamento dello spazio di frenata fino al 25% rispetto a quelli estivi e che la legge prescrive che siano da smontare in aprile.  Nella seconda decade di giugno la media era del l’11,38%, con punte del 22,5% in Abruzzo. A livello provinciale, maglia nera a Sondrio (27,6%), seguita a ruota da Teramo (26,5%), Pescara (26,3%) e L’Aquila (23,5%). Ogni stagione ha le scarpe adatte e questo vale anche per le auto.

La ricerca del risparmio a tutti i costi, ha favorito, inoltre, la crescita di soluzioni di ripiego e l’impiego di marche a basso costo e di scarsa qualità che arrivano da fabbriche sconosciute chissà da quali paesi, Cina in testa. Spesso poi queste gomme non hanno nemmeno svolto le procedure di omologazione e di verifica, a cui i produttori europei sono obbligati. Sono questi elementi che possono costituire un alto di rischio per sé e per chi si trova sulla strada con costi economici e sociali altissimi.

A proposito di risparmio ricordiamo anche di tener controllata la pressione in quanto con il gonfiaggio giusto non solo si viaggia e si frena in modo più sicuro, ma si consuma anche meno carburante.

Attenzione dunque agli pneumatici partendo dal principio che ogni euro speso per la sicurezza è speso bene