Quello di oggi, 3 gennaio 2014, sarà il compleanno più difficile per Michael Schumacher. L’ex pilota tedesco compie 45 anni su un letto dell’ospedale di Grenoble da dove sta ancora combattendo per la vita. Il terribile incidente sugli sci avvenuto a Meribel (CLICCA QUI PER GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI) lo ha fatto precipitare in coma farmacologico indotto e in ipotermia per mantenere sotto controllo i danni provocati dal violento impatto contro le rocce. Nessuna torta con candeline ma solo preghiere e speranze.

I ringraziamenti della famiglia Schumacher pubblicati sul sito del pilota tedesca valgono più di mille parole: “Noi tutti sappiamo che è un gran combattente e che non mollerà. Grazie”. Schumacher sarà circondato dall’affetto dei suoi fans soprattutto quelli dei Club ufficiali Scuderia Ferrari che coloreranno di rosso l’area antistante la struttura francese dove il sette volte iridato di F1 è ricoverato. Un modo per far sentire la loro vicinanza al proprio campione a cui anche la Ferrari renderà omaggio: sul sito del Cavallino comparirà un doppio augurio legato sia al compleanno sia a una completa guarigione oltre a una fotogallery con le immagini dei 72 successi di Schumacher (foto by InfoPhoto) al volante di una rossa.

Schumi ha scritto la storia della Formula 1. All’età di 4 anni sale sul primo kart sulla pista di Kerpen gestita dal padre: la prima di una lunga (ma non troppo) cavalcata verso la F1. Il debutto nel circus avviene nel 1991 con la Jordan, sul leggendario circuito di Spa. Il manager di Schumi, Willy Weber, convince il patron irlandese della scuderia e il tedesco si piazza settimo in qualifica vincendo poi l’anno successivo il GP. La sua classe e il suo talento vennero alla luce nel 1992 quando diede del filo da torcere al mito Ayrton Senna: i loro duelli sono ancora impressi nella mente degli appassionati, i due arrivano quasi a mettersi le mani addosso.

L’anno successivo Schumacher chiude quarto sulla Benetton di Flavio Briatore che nel 1994 lo fa diventare campione del mondo nonostante la favorita Williams: la stagione è segnata dalla morte di Senna a Imola e dalla gara clou in Australia in cui il tedesco rientrando in pista centrò in pieno la Williams di Hill. Il suo gesto fece il giro del mondo e divise pubblico e addetti ai lavori. Il pilota inglese è stata solo la prima di una lunga serie di illustri compagni di squadra che hanno subito l’irruenza del ‘cannibale’, uno dei tanti soprannomi di Schumi. Hakkinen, Villeneuve e Coulthard non hanno potuto nulla contro un pilota velocissimo in pista ma soprattutto formidabile nella messa a punto della vettura e nella sua concezione di squadra.

Nel 1995 arriva il secondo iride con la Benetton, sempre a spese di Hill ma la svolta per la sua carriera avviene in Ferrari nel 1996: l’asso teutonico riporta dopo 17 anni il titolo alla rossa dopo tre anni di duro lavoro centrando un filotto di cinque Mondiali consecutivi dal 2000 al 2004 e regalandone sei alla rosa. I numeri sono da capogiro: 91 vittorie, 155 podi e 68 pole position. A fine 2006 lascia Maranello che sceglie di esplorare nuovi orizzonti ma l’astinenza da F1 si fa sentire e nel 2009 accetta la proposta multimilionaria della Mercedes. Un ritorno che vede Schumacher ai margini della lotta per il podio: tra nuove regole e una vettura alle prese con il problema gomme, Schumi conquista solo un podio in tre anni che lo porta a dire definitivamente basta a fine 2012. Nel 2013 sceglie di correre su un kart del suo ‘vecchio’ team Tony.

Il glorioso passato è alle spalle. Ora è tempo di vincere la battaglia più importante della vita per costruirsi un futuro sereno e felice. Il regalo può farlo Schumi alla sua famiglia (la moglie Corinne Betsch e il figlio Mick in primis) e a tutti i suoi tifosi. Buon compleanno campione.

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