I test in Formula 1, prima, dopo e durante il campionato sono fondamentali per testare le modifiche introdotte sulle vetture, per capire a che punto è lo sviluppo e che direzione dare all’impegno dei tecnici. La pensa così anche un noto opinionista automobilistico che spiega come si programma un test in F1.

I test, per i campioni e per i piloti in generale, sono il momento cruciale di approfondimento della conoscenza della vettura. E il vero campione, quello che davvero ha nel mirino il mondiale, non si lascia scappare l’occasione di fare qualche giro in pista.

Negli anni passati i soldi a disposizione delle squadre erano così tanti che si facevano anche 20 giorni di test, adesso tre giorni devono bastare, il resto delle prove è lasciato alla pista vera e propria.

La programmazione dei test parte dall’analisi dei feedback che segue un gran premio. Le tre domande fondamentali sono relative a cosa è andato bene, a cosa non ha funzionato, a cosa poteva andare meglio.

A quel punto i tecnici fanno un briefing e iniziano a studiare le risposte in termini di sviluppo alle esigenze della vettura e dei piloti. Dopodiché s’inizia a girare in pista elencando gli esperimenti da fare, il metodo della prova e la scelta dei piloti.

Poi il giro ricomincia con il commento del pilota, il laptime e i dati della telemetria. La comparazione tra nuovo e vecchio chiude in un certo senso il cerchio.