Claudio Corti è pronto al grande salto. Il 25enne pilota comasco debutterà in MotoGP con la CRT del team NGM Mobile Forward Racing dopo aver corso nella SuperStock 600 e 1000 e nella Moto2 (tre anni conditi da una pole e un podio). In una bella intervista alla Gazzetta dello Sport si racconta senza tanti peli sulla lingua.

Cresciuto sulla pista di minimoto a Rozzano, Claudio confessa che avrebbe preferito le 500 degli anni 90′: “Mi sono sempre piaciuti i piloti fuori dagli schemi, ma adesso, ahimè, non ce ne sono più: avrei dovuto nascere ai tempi di Schwantz, Gardner, Roberts, Rainey. Quando vedo le foto di quel periodo, mi piego dalle risate: meccanici a torso nudo sulla griglia di partenza, piloti che fumavano appena scendevano dalla moto. Tutti comportamenti oggi addirittura vietati: adesso devi essere un atleta perfetto”.

Allenamento che Corti non ama particolarmente: “Ho le mie teorie: sono convinto che uno che corre in moto non debba essere preparato come un ciclista o un maratoneta. Insomma, non bisogna esagerare”. Schietto e sincero, Corti non si prende mai troppo sul serio: “Non recito il ruolo di nessuno, mi comporto nel paddock esattamente come nella vita di tutti i giorni: non so se alle corse c’è qualcuno che recita, in ogni caso l’ambiente mi piace, ed è gratificante essere a contatto con il meglio di ogni settore, piloti, meccanici, team manager”.

Ovviamente Corti è uno da ‘sportellate’: “Adoro la carena contro carena, la rivalità con gli avversari: credo che in gara tutto sia lecito. Purtroppo con la mia CRT non so se ci sarà l’occasione per vivere certe emozioni. L’obiettivo è portare la mia FTR-Kawasaki a livello della ART. Due mesi fa sembrava un’impresa impossibile, adesso è alla nostra portata”. Cosa che alla mamma Vanda quasi sfugge: “Sono ancora il suo bambino delle minimoto: quando sono alle gare lei si preoccupa solo se ho mangiato e cosa“. 

Se non avesse corso Claudio avrebbe fatto un mestiere che gli dava parecchia adrenalina: “Da bambino mi piacevano il pompiere o il paracadutista dell’esercito”. E sono tanti gli sportivi eccentrici che lo attraggono: “Mi piace Michael Phelps, per il sacrificio che ha messo nel nuoto, apprezzo Cancellara ma soprattutto adoro Mario Balotelli: è un pilota mancato degli anni Settanta…Se non avesse fatto il calciatore, avrebbe corso in moto in quegli anni”.