La Formula 1 è arrivata al giro di boa, al nono appuntamento stagionale che vedrà i piloti impegnati sul circuito inglese di Silverstone, un tracciamo molto tecnico dove l’abilità del pilota dovrà essere sostenuta da una seria progettazione tecnica. Vediamo perché. 

Il circuito di Silverstone fa parte della Formula 1 da più di 30 anni, 37 per l’esattezza ma la configurazione attuale è il risultato di una serie di rimaneggiamenti del tracciato originale.

A Silverstone si correrà quest’anno sul circuito storico, quello che conta ben 5.891 metri di lunghezza e si piazza soltanto dietro SPA tra i circuiti più lunghi della Formula 1. Nasceva dalla congiunzione di tre piste dell’aeroporto militare della Royal Air Force.

Dal 2010 è stato definito il tracciato della nuova Arena con strutture molto più moderne che in passato per i box. La nuova pista è comunque molto veloce perché sono state conservate curve molto larghe con un ampio raggio. Resta comunque una parte molto tecnica del circuito.

La zona più difficile è ancora quella delle tre “S” che si susseguono: Maggots, Becketts e Chapel. Uscendo da questo tratto del circuito sarà importante per i piloti non perdere velocità così da affrontare al massimo il rettilineo dell’Hangar Straight.

Su un circuito così l’aerodinamica sarà fondamentale. Proprio per questo le squadre stanno effettuando gli aerotest. Anche la Marussia era impegnata nelle verifiche della vettura fino all’incidente di Maria De Villota.