L’anno scorso in Bahrain la gara è stata annullata per una serie di disordini sociali che avrebbero messo a repentaglio la sicurezza dei team in gara. Anche quest’anno si è sfiorata l’ipotesi dell’annullamento della gara, fino all’ultimo secondo gli appassionati di F1 sono rimasti con il fiato sospeso. 

In Bahrain si corre, perché è giusto che anche la Formula 1 dia un segnale e poi perché l’emergenza percepita l’anno scorso è decisamente rientrata. E allora, che particolarità presenta il tracciato?

A livello “storico” ricordiamo che il Barhain International Circuit è entrato ufficialmente nel mondiale di Formula 1 soltanto nel 2004, per volontà del principe Salman bin Hamad al Khalifa che aveva intenzione di donare al suo regno un autodromo nazionale.

Herman Tilke si è occupato di sviluppare il progetto dell’impianto e alla fine è venuto fuori un circuito che comprende al suo interno sei tracciati differenti. Alcuni non sono stati molto graditi dai piloti, per esempio quello di Endurance usato nel 2010 per i festeggiamenti della F1 che compiva 60 anni.

Domenica si correrà sull’assetto tradizionale, la Grand Prix di 5,4 chilometri che presenta comunque una serie di difficoltà. Prima tra tutte la poca aderenza dell’asfalto della pista dove il vento porta spesso anche della sabbia. E poi le alte temperature che potrebbero mettere in crisi le gomme Pirelli.