Lo stabilimento Goodyear di Amiens (che da lavoro a 1173 persone nel nord della Francia) è a rischio chiusura e i dipendenti dell’azienda di pneumatici hanno intrappolato due dirigenti nel loro ufficio, impedendo loro di lasciare l’edificio: sotto sequestro sono finiti il direttore della produzione Michekl Dheilly e il capo Risorse Umane Bernard Glesser. La porta del loro ufficio è stata bloccata con un grosso pneumatico per trattori prodotto nella fabbrica. Lo stabilimento di Amiens è da mesi al centro di un’aspra diatriba tra Goodyear e i rappresentanti sindacali: le proteste sono già sfociate in disordini compresi enormi falò che hanno portato la questione sul tavolo del governo nazionale.

Stavolta i dipendenti sono esasperati e hanno dato sfogo a tutta la loro ‘creatività’ dando vita al cosiddetto bossnapping (letteralmente sequestro del capo), definito da Liberation la ’nuova norma sociale dei lavoratori’. Intanto i sindacati chiedono ”una tavola rotonda con il prefetto e il direttore delle risorse umane su indennità e conseguenze” visto che lo stabilimento andrà incontro a un massiccio piano di ristrutturazione che ha già fatto scattare ricorsi giudiziari da parte dei sindacati. Dopo che alcuni operai hanno passato la notte dentro la fabbrica, lunedì 7 gennaio si terrà una riunione di emergenza tra i sindacati, i manager dell’azienda e l’ispettorato al lavoro per cercare di trovare una via d’uscita alla situazione. I lavoratori sono disposti a un esodo volontario ma chiedono più soldi in cambio della perdita del posto: per liberare i padroni la richiesta sarebbe di 80.000 euro di buonuscita più 2.500 per ogni anno lavorato.

Più che una vera minaccia, la mossa punta a catturare l’attenzione del management che ha bollato la situazione come come degradante e umiliante: “Siamo stati bloccati in questa stanza per tre o quattro ore ed è fuori questione che io rispondo alle domande sotto pressione” ha detto Glesser ai giornalisti. “Chiaramente non era più possibile continuare a lottare per i nostri posti di lavoro – ha detto il rappresentante dei sindacati Mickael Wamen alla televisione LCI -. Così abbiamo deciso di cambiare tattica e di lottare per il massimo indennizzo possibile”. Alcuni giornalisti sono stati autorizzati ad entrare nella stanza dove erano tenuti i gestori. Secondo il Daily Telegraph l’atmosfera è da dormitorio di college con diversi dipendenti impegnati in scherzi, cori da stadio e a far rotolare diversi grossi pneumatici tra le porte dell’azienda.

photo credit: aldenjewell via photopin cc

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