Le verità, si sa, molto spesso nelle più “epiche” storie italiane sono sempre coperte da mistero e contraddizioni. E le ricostruzioni storiche, spesso, sono sempre difficili da cavalcare e rendere credibili al 100%. Ma a volte ci sono storie che si possono raccontare da chi dal vivo le ha vissute e le ha respirate. Come quella che può raccontarci Arturio Merzario (conosciuto come Arturo ma registrato erroneamente all’anagrafe come Arturio)  ex pilota di formula 1 che nel famoso Gran Premio del Nurburgring il 1 agosto 1976 salvò la vita al pluri campione del mondo Niki Lauda.

Una storia, una brutta storia, tornata alla ribalta dopo l’uscita del film di Ron Howard, Rush, e dopo la morte del pilota Sean Edwards, figlio di Guy Edwards che nel 1976 partecipava a quel mondiale. Ed in questi giorni sono usciti diversi articoli sui più noti quotidiani italiani riportando: “Edwards salvò la vita a Lauda”. Credo sia giusto fare chiarezza. Perché qui è possibile farla. Con chi allora tra le fiamme a salvare Niki Lauda c’era veramente. Arturio Merzario.

Merzario, chi salvo la vita a Lauda?
Credo sia superfluo dirlo, superfluo rimarcarlo ora, comunque una volta per tutte desidererei precisare alcuni punti. A prescindere che non ho mai fatto di quell’evento, perché io lo chiamo evento di vita, qualcosa di imponderabile, mi stupisce in questi giorni il fatto che, utilizzando purtroppo la notizia della morte del figlio di Guy Edwards, sia apparso sulla Gazzetta dello Sport, sull’Ansa nonché sul quotidiano La Repubblica una notizia con fatti travisati. Inutile che stia qui a raccontare come siano andate le cose perché tutto il mondo sa da quarant’anni come andarono, per cui trovo veramente ignobile che nell’occasione della morte di un ragazzo, il figliolo del Guy Edwards, che si trovava in quell’occasione sull’incidente nel quale non ho remore a dire che proprio Edwards, credo perché ho sempre avuto il dubbio se sia stato Edwards o Harald Ertlal, al terzo mio tentativo di estrarre Niki Lauda dalla sua Ferrari in fiamme probabilmente fu colui che, utilizzando un estintore dell’ultimo commissario giunto sul posto dopo una corsa di 100 metri, mi creò una specie di varco grazie al quale potei slacciare le cinture a Niki Lauda che era svenuto. Riuscii così a tirarlo fuori cosa che non mi era riuscita nelle due occasioni precedenti: probabilmente è stato Guy ma ho sempre avuto il dubbio tra lui e Harald. Mentre invece Bellanger, medaglia d’argento dei marines che doveva essere colui che avrebbe dovuto spaccare il mondo in quattro come ci fanno vedere gli americani, posso confermare che al il mio primo tentativo di entrare nelle fiamme per estrarre il pilota mi tratteneva perché troppo pericoloso. Per cui vedi come sono state travisate le cose. Resta solo il dubbio di chi ebbe l’arte di saper aprire un estintore. Però in una vecchia dichiarazione credo che Guy disse che non riuscì ad azionarlo, andrò a verificarlo nei miei archivi a qualche giornale su cui fu scritto”.

Arturo Merzario nel 1976

Arturo Merzario nel 1976

Merzario è appena uscito il film Rush: la scena dell’incidente?
È chiaro e palese e lo sa tutto il mondo: ci sono i filmati veri visibili facilmente su Youtube non quelli del film Rush che è una cagata e, sottolineo, è un somaro il regista che ha travisato la reale verità nonché la realtà di quello che è successo, ma è un film e per ciò rimane tale per cui che ci fossero Harald Ertlal, Guy Edwards e Brett Lunger in quel  occasione è vero. Loro si sono fermati per primi perché erano coinvolti nell’incidente. Io che sono arrivato qualche secondo dopo sono stato colui, che, anche se ho sempre  avuto timore a dirlo e ho sempre cercato di sminuire la cosa e di non farmene uno scettro,  dopo aver sentito queste ennesime falsità pensa che sia ora che la smettano di travisare la verità“.

Arturo Merzario ex pilota Formula 1

Arturo Merzario ex pilota Formula 1

Merzario cosa dice Niki Lauda sull’incidente?
Niki ricorda tutto, non ha mai sminuito il mio intervento ma non lo ha mai troppo focalizzato, però in un occasione molti anni dopo mentre ero con lui e i suoi due figli, Niki disse proprio che se non fosse stato per me loro non sarebbero mai nati. In altre occasioni Lauda riconobbe che grazie a me era ancora in vita come quando lo abbiamo rievocato per  il trentennale con la televisione tedesca in diretta. Non mi interessa la gratitudine  ma sappiate che se lo stato austriaco e lo stato italiano si sono sentiti in dovere di  assegnarmi una medaglia d’argento al valore civile per il gesto che ho fatto… evidentemente si saranno informati prima di farlo. E poi perché sarei stato invitato dalla televisione tedesca e dal massimo esponente della formula uno Ecclestone, e gli altri no? Sono veramente dispiaciuto per quello che è stato scritto negli ultimi vent’anni in italia. Poi la gente ci crede. Questo episodio che qualcuno definisce eroico per me è stato solo un gesto umano”.