Da lunedì 5 Ottobre il certificato di proprietà dell’auto (di qualsiasi mezzo,nda) cartaceo non esisterà più, infatti si passerà ad un cdp in formato digitale e sarà possibile consultare tutte le informazioni relative al veicolo e al proprietario del mezzo direttamente su PC, su smartphone e tablet.

Il nuovo cdp si trasformerà in un codice, in una sorta di password, d’accesso e si potrà dire addio al vecchio cartaceo. L’Aci, Automobile club d’Italia, presenterà questa innovazione già dal primo Ottobre, giovedì prossimo, ed entrerà in vigore all’inizio della prossima settimana.

Questo è un primo passo voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, con il decreto Madia, metterà in pratica una serie di pacchetti di decreti, tra cui il libretto unico, presentati con la Legge di Stabilità. L’Aci e il Pra, Pubblico registro automobilistico, rimarranno ancora aperti, entrambi, visto che i dati sulle proprietà sono di competenza del Pra e la documentazione relativa alla circolazione è competenza della Motorizzazione.

Un primo passo verso il libretto unico è stato compiuto, ora ci si aspetta più celerità tra un’innovazione e l’altra. Nel frattempo le nuove pratiche del certificato di proprietà verranno digitalizzate e questa è una novità importante, per il proprietario del veicolo, per le autorità e, ultima ma non meno importante, per la burocrazia e le amministrazioni.

Questa innovazione porterebbe beneficio in primis all’Aci, cosi da evitare che il cartaceo possa essere smarrito, rubato o più semplicemente rovinato. Ogni anno sono circa 300 mila i cdp che vengono smarriti. Oltre a questo punto, comunque importante, grazie a questa novità, ci sarà un risparmio di 30 milioni di fogli cartacei, un numero per nulla irrisorio.

Il progetto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è quello di riorganizzare tutte le amministrazioni competenti in modo da evitare le consuete “lungaggini” dovute proprio all’immensità dell’archivio cartaceo, e non solo. Grazie a questo nuovo assetto verranno abbassati, secondo il ministero, i costi di gestione, cosi da poter realizzare significativi risparmi.