Carlos Checa è stato uno dei grandi protagonisti della SBK moderna. Campione del mondo nel 2011, il 42enne ex pilota catalano ha raccontato al sito ufficiale del Mondiale SBK le sue impressioni riguardo alla stagione 2015: “Non ci sono mai stati così tanti piloti spagnoli e tutto ad un tratto eccoli arrivare, ed in gran numero. Ovviamente credo che Dorna abbia fatto il possibile per aumentarne la presenza, per far crescere la popolarità del campionato in Spagna. Le gare d’altronde sono molto belle e combattute e mi fa piacere che continuino ad essere così. Se c’è un pilota spagnolo in lotta per il titolo questo non può che accrescere l’interesse per la competizione”.

“Lotta a tre per il Mondiale” parola di Carlos Checa

Carlos Checa non è sorpreso dal rendimento di Jonathan Rea che sta mettendosi dietro uno come Sykes in Kawasaki: “E’ uno dei piloti più forti in griglia. Sicuramente ora tiene una moto che lo può mettere in condizioni di vincere il titolo, visto che la Honda aveva le sue limitazioni” ma la sorpresa vera è stato il livello di Aprilia “elevato nonostante i cambi regolamentari che, sulla carta, avrebbero dovuto penalizzarla. Non so se il rivale principale di Rea sarà Haslam o Sykes, quest’ultimo è sicuramente un avversario ostico quando trova il set-up giusto della moto”. Se Ducati in MotoGP è tornata in grande stile, in SBK è ancora alla ricerca della giusta competitività “limitata pesantemente dall’infortunio di Davide Giugliano. Lo scenario non cambierà eccessivamente, visto che Kawasaki sa come si vince un titolo e Rea ha fame di vittorie ed ha una moto che si adatta benissimo al suo stile di guida. Il titolo si deciderà tra lui, Haslam e Sykes”.

Carlos Checa non seguirà le orme di Bayliss

Impossibile non parlare del clamoroso di Troy Bayliss a 46 anni ma pensare a un ritorno anche di Checa è impossibile: “Te lo dico tra quattro anni - scherza Carlos -. L’ho detto chiaro e tondo quando mi sono ritirato che sarebbe stata una decisione definitiva. Ero cosciente che era una scelta senza ritorno e mantengo questa idea. Mi diverto ancora con questo campionato, ma da un altro punto di vista”. Ce lo spiega meglio: “La gente pensa che io passi tutto il tempo a fare arrampicata in montagna a buttarmi con il paracadute. È chiaro che non posto foto di me leggendo o portando a spasso il cane, in quanto non credo sia una cosa molto emozionante. La verità è che non ho piani, riprogrammo la vita ogni mese e settimana in base a ciò che desidero fare, sempre con spirito sportivo e tanta curiosità. È evidente che non mi piace stare fermo, ma allo stesso tempo non voglio impegnarmi con nulla di serio”.