Non c’è pace per gli automobilisti italiani, visto che ancora una volta i prezzi dei carburanti, si tratti di benzina, diesel o qualsiasi altro, tornano a salire in modo prepotente.

Fa specie constatare soprattutto il rialzo di Eni, che ha deciso per un aumento di due centesimi al litro. A conti fatti, per una vettura che per fare il pieno ha bisogno di almeno 50 litri, l’aumento è di un euro. Cosa di non poco conto, visto la mole di auto circolanti e la richiesta sempre più massiccia di carburanti.

L’aumento avviene quasi fisiologicamente e anche questa volta raggiunge gli automobilisti italiani dopo due settimane di ribassi; il motivo di questo rialzo del costo è da leggersi nella netta inversione di rotta delle quotazioni internazionali. Quotazioni che anche nella giornata di giovedì 29 ottobre hanno continuato a salire, anche se meno di quanto fatto ad inizio settimana.

Secondo quanto rivelato da Staffetta Quotidiana, il rincaro di due centesimi al litro di Eni, che ha trattato alla stessa stregua benzina e diesel, è doppio addirittura di quello di TotalErg, che ha innalzato il costo di un centesimo al litro.

Le rilevazioni fatte dall’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, dati tratti dalle rilevazioni alle 8 di mattina su circa 13mila impianti, lasciano molti dubbi: perché si tratta sì di rialzi, ma comunque difficili da comprendere, visto che in molte parti vige ancora il segno meno. La benzina self service, ad esempio, registrava 1,465 euro di costo al litro (-0,1 cent), mentre il diesel era a 1,331 (-0,1 cent).

Invariato il costo della benzina servito (1,550 euro/litro), diesel (1,421 euro/litro) e Gpl (0,568 euro/litro), leggero rialzo per il metano (0,987 euro/kg, +0,1 centesimi). Sulle quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri, benzina a 338 euro per mille litri (+1), diesel a 353 euro per mille litri (+7, valori arrotondati).