La vicenda di car2go in periferia sta impazzando sui social network. La società di car sharing è nel mirino degli utenti che abitano lontano dal centro di Milano perchè dal 17 agosto entra in vigore il servizio PrendiMI, per adesso rivolto solo al capoluogo milanese. Lasciare in periferia una Smart fortwo contrassegnata da una stella in una zona della mappa con il colore chiaro, comporterà un sovrapprezzo di 4,90 euro, mentre spostarla verso il centro (zona scura) fa recuperare minuti di guida calcolati in base alla distanza percorsa.

Obiettivo rimettere subito in corsa auto che invece rimarrebbero parcheggiate per molto tempo dove la domanda risulta molto bassa. Un problema cronico che persiste da tempo che comporta la difficoltà di trovare vetture disponibili non solo in centro ma anche all’interno della circonvallazione della filovia: “Non si può andare avanti così - spiega l’amministratore delegato di car2go, Gianni Martino -. Le persone lasciano le vetture lontanissimo dal centro, dove rimangono per giorni: noi vogliamo metterle dove servono di più”.

Anche il Milanese Imbruttito recentemente ha fatto un post al veleno sulla questione e il sistema di incentivi e disincentivi si pone l’obiettivo di ottimizzare la dislocazione e rimettere in servizio le auto più presto possibile“Siamo andati incontro alle richieste della maggior parte degli utenti che richiedevano una disponibilità maggiore di auto nelle zone nevralgiche della città - spiega car2go su Facebook – . Il car sharing a flusso libero è tale perché non esiste un servizio di ricollocamento delle auto. Non ci sono clienti cattivi ne periferie da penalizzare ne furti tariffari. C’è un servizio da far funzionare e ci sono clienti (più dell’80%) che al mattino presto, di sera e di notte non hanno accesso al servizio. Una stragrande maggioranza silenziosa che da due anni lamenta questa questa circostanza”.

I minuti ricevuti in omaggio per aver condotto le auto verso il centro, saranno validi a Milano per 30 giorni. Il popolo del web, invece, vede la cosa come un ricatto da parte di car2go e non esita ad usare termini come “discriminazione delle periferie”. Il Comune di Milano impone vincoli di copertura di territorio senza porre limiti di tariffe ma se c’è un interesse pubblico da tutelare va ricordato che il car sharing non è un servizio pubblico ma privato: “Bisognerà vedere cosa decideranno di fare gli altri operatori - spiega Marco Pierani, di Altroconsumo – tuttavia è comprensibile che se il servizio deve avere un’economicità che sta nelle mani dei privati la periferia possa essere penalizzata. Sta al Comune decidere di riconoscere l’interesse generale ed eventualmente intervenire per coprire questo costo extra in qualche modo”.

Qui la mappa delle diverse zone a Milano.