Da poco più di un mese sono comparse per le vie di Milano delle Smart bianche e azzurre. Sono le 450 vetture della flotta di Car2Go (foto by infophoto), il servizio di car sharing messo a punto dal gruppo Daimler (Mercedes) insieme ad Europcar, che ha debuttato in Italia.
Un’operazione già da tempo testata in alcune città europee, Londra, Vienna, Berlino, Amburgo, Dusseldorf, Monaco, Colonia, Amsterdam e Stoccarda con queste ultime due che utilizzano solo veicoli elettrici e attiva anche negli USA.
Un sistema che sta cambiando le abitudini di guida dei cittadini e si basa su un concetto semplice per un diverso utilizzo dell’auto per gli spostamenti in ambito urbano. In pratica invece di usare la propria vettura per brevi percorrenze si può cercare una di quelle del servizio parcheggiate in molti punti della città là dove l’hanno lasciata i vari utilizzatori e rintracciabili attraverso il web o con una App scaricabile sul proprio smartphone.

Prima di questo però è necessario registrarsi sul sito, lasciando i dati della patente e di una carta di credito sulla quale verranno addebitati i costi e ritirare la propria tessera azzurra.

Questa è indispensabile per far partire la Smart e la si attiva passandola su un rilevatore posto sul parabrezza che, una volta riconosciuto il possessore, apre le porte. Le chiavi sono all’interno e uno schermo chiede di rispondere ad alcune domande su come è stata trovata la macchina, pulizia all’interno, stato della carrozzeria e livello della benzina. Fatto questo ci si può muovere.

Tutto questo a 0,29 centesimi al minuto, con l’ora plafonata a 14,90 euro, tutto compreso, benzina, assicurazione, parcheggio e ingresso nella tassa della Area C inclusi. Unico limite quello di doversi muovere all’interno di un’area cittadina di 120 kmq, restano di fatto esclusi i paesi del’hinterland e la zona dell’aeroporto di Linate.
Può sembrare un costo alto se preso unitariamente, ma se confrontato a quanto chiedono per la stessa percorrenza i taxi (ancora non si conoscono le loro reazioni) o paragonato al tempo che si perde per aspettare un mezzo pubblico, ecco che diventa estremamente conveniente e comodo. Soprattutto considerando che una volta finito l’uso la si parcheggia dove si vuole, strisce blu e gialle (quelle dei residenti) comprese, senza nessun altra preoccupazione e costo.

Un’idea che è piaciuta subito in città tanto che le adesioni nel corso del primo mese di attività hanno superato qualsiasi previsione. Sono infatti quasi 35.000 i milanesi che si sono iscritti, con oltre 20.000 tessere già ritirate, sfruttando anche la promozione che regalava 30 minuti di servizio gratuito.
A partire dal primo ottobre ci sarà da pagare una quota annuale di 19 euro. I primi dati segnalano che una volta entrati in macchina la si usa mediamente per una ventina di minuti, non pochi quindi e non solo per rapidi spostamenti di quartiere.

Ancora una volta una bella idea che arriva alla cittadinanza grazie alla volontà, all’impegno ed agli investimenti delle aziende coinvolte che hanno creduto in questa iniziativa in Italia e che pazientemente hanno atteso i tempi lunghi della burocrazia amministrativa e di accettarne le condizioni. Vista la risposta immediata del pubblico ci voleva poco a capire la bontà dell’idea e pensare qualcosa di semplice e chiaro per aiutare la mobilità e su queste considerazioni forse vanno anche ripensate alcuni dei servizi finora messi in campo dal Comune che non hanno avuto uguale successo.

All’Amministrazione milanese, che da questa operazione ricava anche un utile economico, resta almeno il merito di essere stato la prima in Italia a credere all’iniziativa che, si spera, possa essere imitata anche da altre città. Qui trovate il link per la registrazione.