Nel giro di pochi mesi, il car sharing è diventato un fenomeno importante della vita degli italiani tanto da entrare nel 2015 nel paniere Istat. Alla Collaborative Week, l’appuntamento dedicato all’economia della condivisione, la Milano Sharing City ha dedicato un panel all’auto condivisa. Solo nel capoluogo lombardo operano sei operatori con un un parco vetture di oltre 2.000 auto, circa il 40% del totale nazionale (di cui il 10% elettriche) e la media dei noleggi giornalieri è di 8mila. A questo si è aggiunto il primo servizio scooter sharing d’Italia fornito da Enjoy.

Il car sharing e le nuove iniziative di mobilità sostenibile, dall’Area C al bike sharing fino all’ampliamento del trasporto pubblico, hanno eliminato circa 25 milioni di transiti auto nel centro città nel giro di tre anni. Una riduzione pari a circa il 30%, con circa 38mila auto al giorno in meno in circolazione. Con il car sharing più di un milanese su 10 (circa il 12%) ha rinunciato all’auto privata e attualmente a Milano ci sono 51 macchine per 100 abitanti contro le 65 su 100 nel 2000. Dal 2013 il comune ha aperto al free floating, cioè alle società private. Car2go è stata la prima, seguita da Enjoy, Twist e da Share ‘NGO, ultimo operatore a entrare nel mercato, oltre a Guidami ed E-vai. 

Dopo il successo dei primi mesi, emergono le prime criticità del servizio. In primis la copertura delle aree periferiche dopo la scelta di car2go di penalizzare il parcheggio delle auto nelle zone più lontano dal centro. Ma sul lungo periodo la differenza la faranno probabilmente l’integrazione con il trasporto pubblico locale e gli altri sistemi di mobilità e il costo del servizio che dovrebbe calare sempre più. Senza dimenticare che il car sharing funziona in città ma anche altri 34 comuni dell’Area Metropolitana di Milano.

Quindi lo spazio per altri operatori c’è, eccome. Tutti sono concordi anche se Giuseppe Macchia, Vice President Smart Mobility Services di Eni, ha lanciato un appello: “Servono regole uguali per tutti. Il quadro è frammentario. Ci sono stalli dedicati, c’è chi non ce li ha, c’è chi chi paga e chi no per averli. Se vogliamo livelli di servizio adeguati ci sono i temi della sicurezza da tenere in considerazione. Bisogna dare un livello di servizio ancora migliore all’utenza”. Un appello sostenuto anche da ACI Global, che ha rilevato il 1 ottobre ATM “GuidaMI”, il servizio di Car Sharing di Milano nato nel 2004 e gestito da ATM dal 2010: “Non servono solo regole uguali per tutti gli operatori ma anche in tutti i comuni - ha detto Ludovico Maggiore, Direttore generale di ACI Global -. Le difficoltà non sono solo operative ma soprattutto commerciali”.

Una prima risposta arriva dall’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran: “Ci orientiamo sul modello francese-parigino dove più operatori significano una maggiore competizione. Fa bene in un settore dove l’evoluzione è forte. Strade e servizi si diversificano e dobbiamo parlare ai cittadini con metodi diversi. Abbiamo bisogno di lavorare sull’integrazione tra il car sharing, il trasporto e altri servizi di mobilità”.

Poi, rivolgendosi agli operatori: “Migliaia di persone hanno fiducia in voi, perchè questo si ferma all’auto? Può avere dimensioni in altri settori: sharing vuol dire fiducia, comunità e impresa. Ma si può e si deve fare meglio: per esempio solo il 35% dell’utenza è rappresentata da donne. Abbiamo di fronte un piccolo grande gioiello e fisseremo delle regole base semplici e trasparenti ma credo che debba essere anche il mercato a garantire questo meccanismo. Penso che questa sia solo la punta di un iceberg di un successo inimmaginabile che arriverà nei prossimi anni. La nuova sfida sarà offrire un servizio che consenta di allungare le distanze di percorrenza, affinchè siano sempre di più quelli che rinunciano all’auto di proprietà. Un domani, ad esempio, potrebbe essere possibile andare via per il weekend con un’auto condivisa”.

A Milano il canone annuo di 1.100 euro a veicolo (per l’utilizzo del suolo e comprensivo anche di servizi manutentivi) e ci sono margini per abbassare i prezzi per i consumatori con car2go che ha già raggiunto il break even prima del previsto senza considerare l’impatto tremendamente positivo che il servizio di car sharing ha avuto sulle vendite di smart in Italia.