Si potrebbe sintetizzare tutto dicendo semplicemente che sono passato in un momento dalla scrivania al volante. Non si tratta però di un volante qualsiasi perché è quello della Peugeot RCZ-R Evo, una vera auto da corsa che partecipa, con buoni risultati, al CITE, Il Campionato Italiano Turismo Endurance.
Ho passato tre giorni da pilota ufficiale con il team della casa francese e ho disputato con i colori giallo/rosso/blu la gara di Misano (9-11 maggio) di questa impegnativa serie che tocca i più importanti circuiti nazionali.
Un’esperienza davvero unica e (purtroppo) difficilmente ripetibile. Non capita davvero tutti i giorni sentirsi dire “… ti piacerebbe far parte della squadra e correre in pista i n gara vera?” Immaginatevi la risposta.
Ho così avuto, in primo luogo l’opportunità di capire cosa vuol dire guidare una vettura da competizione sviluppata con il solo scopo di ricercare le massime prestazioni, di completare un percorso professionale che va ben oltre il test drive in occasione delle presentazioni e, alla fine, di coronare un sogno. Per me questa è la prima volta assoluta in gara, un vero e proprio debuttante ad un’età dove solitamente si appende il casco il chiodo.

Così mi presento, con la tensione che sale al massimo, nel paddock di Misano, dove trovo il mio compagno di macchina, Massimo Arduini esperto pilota e collega al quale sono stato affidato per l’intero weekend e che dovrà svolgere il compito di team manager e di tutor. A ricevermi il team al completo composto da un ingegnere capo e tre meccanici e con loro lavoro sulla posizione di guida, sull’approfondimento dei comandi al volante e sull’uso del cambio. La RCZ-R Evo è davvero bella e incute un certo timore con quello splitter anteriore e il grande alettone posteriore che mette subito e visivamente in risalto il carattere del mezzo. Sfrutta il “piccolo” 1600 cc turbo che in allestimento gara eroga 265 CV, per un peso complessivo appena superiore ai 1000 kg; le premesse per ottime performance ci sono tutte.

Sei qui per fare esperienza e per fare bene migliorando giro do giro e giorno dopo giorno” queste le prime parole che mi sento dire e se da un lato mi dovrebbero mettere più tranquillità, dall’altro non fanno altro che aumentare la mia responsabilità. Il programma è piuttosto intenso e si compone di prove libere, due turni di qualifica (uno per pilota) e due gare da 48 minuti (+1giro) con cambio pilota. Insomma di tempo da passare in auto ce n’è davvero tanto.

Decido di giocare, per così dire, in difesa e il mio obiettivo diventa quello di non fare danni e di prendere sempre più confidenza con la Peugeot RCZ-R e, soprattutto, di girare il più possibile. Da fuori si può pensare che, tutto sommato, sia abbastanza semplice andare in pista, tanto fa tutto l’auto. Errore gravissimo perché l’automobilismo è uno degli sport più impegnativi sia a livello fisico dove la preparazione del pilota gioca un ruolo chiave, sia a livello di concentrazione e attenzione. Inoltre è uno sport molto tecnico dove l’esperienza e la conoscenza del mezzo e del circuito è fondamentale. Alla guida ci sono molti fattori da controllare, e variano di continuo (gomme, freni, temperature) e soprattutto non sei solo, ci sono gli altri concorrenti, non certo disposti a fare complimenti.

La tensione è quindi molto alta, ma svanisce una volta al volante e l’approccio migliora giro su giro, con una sicurezza che cresce in maniera proporzionale al tempo passato a bordo. Vuoi vedere che ha ragione Arduini?
Su che cosa ho trovato le maggiori difficoltà, nella frenata ovviamente per la pressione che viene richiesta dal pedale e per la voglia di staccare sempre più avanti. Davvero semplice l’uso del cambio con i comandi al volante sempre preciso mentre alle gomme bisogna adattarsi in corso d’opera.
Al termine del weekend si devono però tirare le somme. Mica vero che l’importante è partecipare, i risultati contano e devo dire che sono stati particolarmente positivi. Abbiamo portato a casa un 11° posto assoluto in gara-1 ed un 10° in gara-2 (qui il racconto di gara) con in più la soddisfazione di vincere per due volte la classe prendendo l’ultimo punto a disposizione in classifica. Davvero una sorpresa per me ma non per la squadra che era convinta delle potenzialità.
Peccato dover dire che la mia stagione agonistica è già finita. Chissà quando mi ricapita.