Riprendiamo ancora una volta il tema della benzina e del gasolio, questa volta per analizzare in che modo e quanto la tassazione incida direttamente sui consumi.

Come è ormai purtroppo noto, il prezzo alla pompa è composto in larga parte da tasse nelle varie sue forme come le accise, l’iva e l’imposta di fabbricazione e negli ultimi sei mesi, a causa della perdurante crisi economica, si è verificato un costante un calo dei consumi dei carburanti.

Una riduzione che non può non avere forti ripercussioni sulle casse dello Stato. Lo conferma il Centro Studi Promotor che ha segnalato la situazione che si è venuta a creare attraverso un’analisi che riguarda tutte le componenti relative alla filiera petrolifera, studiando i movimenti del prezzo e mettendoli in relazione con la spesa dei cittadini (foto by InfoPhoto).

Il risultato è che nel primo semestre lo Stato ha incassato dai due carburanti principali (benzina e diesel appunto) 17.349 miliardi di euro, in calo del 3,7% visto che lo scorso anno nello stesso periodo ne aveva raccolti 18.012.

Una perdita di 662 milioni di euro, davvero pesante e che dovrebbe far riflettere chi decide di usare questi metodi che adesso sono diventati anche controproducenti. In economia si chiama “Effetto Laffer” e si spiega nel fenomeno che si crea quando una tassazione su un determinato bene è troppo elevata e trasforma il bene stesso in un lusso da acquistare e usare solo se strettamente necessario.

Se proiettiamo questa analisi sui 12 mesi si rischia di avere un deficit superiore al miliardo di euro. C’è solo da sperare che la lezione serva a qualcosa e che, per colmare questo buco non si commetta di nuovo lo “storico” errore di inventarsi qualche nuova tassa o accisa perché i bilanci ed i vincoli europei sono da rispettare.

Non si può dire che non fosse previsto perché già a dicembre 2012 era successo per la prima volta un calo dei consumi in questo comparto, un campanello d’allarme inascoltato che ha prodotto i suoi effetti pericolosi nel 2013.

Guardando il problema dal punto di vista delle quantità in gioco queste sono calate del 5,2% corrispondenti a 18,435 miliardi di litri, e si sale addirittura il 9,6% nel solo giugno, guarda caso da quando sono iniziati i soliti aumenti estivi da parte delle compagnie petrolifere.

Per finire ed avere così un quadro completo, in questi sei mesi gli italiani hanno speso solo in carburanti 31,095 mld di euro, con un calo del 7,1% ovvero 2,383 miliardi in meno. La crisi si è fatta sentire, eccome.

Il dato si ripercuote direttamente anche sulla parte industriale del prodotto (raffinerie, distributori, trasporti, bilanci delle compagnie petrolifere) che ha visto ridurre di 1,7 miliardi le entrate in un circuito perverso che, purtroppo, nessuno sembra capace (o abbia voglia) di fermare.