Button ed Hamilton, in questo periodo sono sotto i riflettori perché la McLaren ha avuto una grossa evoluzione dal punto di vista tecnico che le ha garantito una rincorsa di tutto rispetto al leader iridato in carico, Alonso con la Ferrari. Eppure non c’è accordo tra i due. 

Siamo lontani dalle scene in cui due compagni di squadra si aiutano in ottica mondiale, lasciando il posto a chi è maggiormente avvantaggiato nella conquista del titolo, ma siamo anche lontani da concetto stesso di squadra, quello in cui due piloti sono solidali tra loro nel raggiungimento di obiettivi individuali ma anche di obiettivi comuni.

Una considerazione un po’ amara, la nostra, che parte dalle ultime dichiarazioni di Jenson Button. Il pilota in questione ha avuto diversi problemi nella stagione in corso, poi però, dopo l’evoluzione tecnica della Mp4-27, è iniziata la sua rinascita.

Peccato che adesso il titolo iridato sia molto, troppo lontano, ben 78 punti dalla vetta. Niente a che vedere con i 41 punti di svantaggio di Hamilton. Fatto sta che Button non intende aiutare affatto il compagno di squadra e dichiara:

Io sono qui per correre e vincere le gare, ed è quello che cercherò di fare nei sette GP che mancano alla fine di questa stagione. Hamilton, per il vincere il titolo, non ha bisogno di me.