La Bugatti, con La Finale, l’ultima esclusivissima Veyron prodotta, chiude l’avventura commerciale della sua hypecar, l’auto dei record che ha stracciato ogni supercar, superando i 400 km/h. Con l’ultimo esemplare, presentato al salone di Ginevra, è stata scritta l’ultima pagina di uno dei capitoli più affascinanti della storia automobilistica.

La Veyron doveva essere la vettura con cui il Gruppo Volkswagen sbaragliava il campo nel settore delle vetture ad alte prestazioni, un’auto capace di affiancare un comfort di marcia superlativo a prestazioni da urlo. Un vero e proprio trionfo di eccessi che si esplicava attraverso un motore a 16 cilindri con 4 turbocompressori ed una potenza superiore ai 1.000 CV.

Presentata come concept al salone di Tokyo del 1999, riportava sulla scena il nome del pilota Pierre Veyron, e spostava ancora più in alto gli obiettivi prestazionali delle supercar. Divenuta in poco tempo una sorta di velocissimo monumento all’opulenza, la Bugatti in questione, è stata prodotta in 450 esemplari tra cui alcune one-off da collezione.

Tra queste spicca la splendida La Finale che abbiamo avuto modo di ammirare al salone di Ginevra e che segna la fine della produzione decennale che è costata moltissimo all’atelier di Molsheim. Dunque, la Veyron va in pensione e lascia il testimone ad un’erede che è attesa con trepidazione dagli appassionati e che ancora non è stata definita nei particolari.

Comunque, non si può dire che la Bugatti più veloce della storia non abbia lasciato il segno, visto che è stata il punto d’arrivo delle auto iperprestazionali di ultima generazione. Ogni marchio ha dovuto fare i conti, volente o nolente, con la sua ingombrante presenza e così, oggi le vetture più performanti del pianeta hanno potenze che si avvicinano a quelle della Veyron.

Adesso, la sfida si è spostata sull’ibrido, una tecnologia che consente di combinare potenza, consumi ed emissioni, e, molto probabilmente, la nuova Veyron giocherà su questo terreno la nuova sfida alle alte velocità.