Prima del referendum sulla Brexit, Bernie Ecclestone aveva dichiarato di appoggiare il fronte del Leave. A risultato certificato, il boss della Formula 1 ha ribadito che si tratta di una mossa giusta, sia per il Paese che per il Circus. La decisione alle urne ha spaccato in due il Regno Unito, con inevitabili ripercussioni sui mercati finanziari, ma l’ottantacinquenne manager inglese si dice fiducioso al Daily Mirror. “Credo che uscire dall’Europa sia la cosa migliore da fare”.

Ecclestone è sicuro: “Non ci saranno effetti sulla Formula 1″ forte del fatto che ha i contratti della FOM con sponsor e televisioni sono tutti in dollari statunitensi e, a causa della svalutazione della sterlina, gli analisti calcolano che gli introiti potrebbero addirittura aumentare di 180 milioni di dollari.

Ma se con il dollaro vengono effettuati i pagamenti nell’ambito del Circus e con la sterlina si sostengono le spese interne alla FOM, Ecclestone ha già annunciato la sua Brexit, cioè il probabile il taglio di almeno due Gran Premi in Europa: “Ho sempre sostenuto questa iniziativa. Penso che l’uscita dall’Europa sia la cosa migliore. Se hai qualcosa di buono da vendere e si tratta di un buon prodotto offerto al giusto prezzo, la gente lo acquisterà, siano essi cinesi, italiani o tedeschi”.

Il modello a cui ispirarsi sarebbe quello della Premier League: “Loro hanno un bel modo di distribuire i premi in denaro e dunque potrebbe funzionare per noi”. Diverso, invece, il discorso per i team e infatti non la pensano come lui molti team manager della F1, come Ron Dennis: “Rimanere in Europa è fondamentale per il business della McLaren e a mio parere, la Brexit scoraggia gli investimenti, minaccia posti di lavoro e potrebbe mettere l’economia a rischio”.

Una scelta che andrà di pari passo con la riduzione degli appuntamenti del campionato di Formula 1 che dovrebbe passare da 21 a 18 GP. Tra le gare a rischio ci sono quelle in Italia, nonostante l’ottimismo del rinnovo per Monza da parte del presidente Aci Sticchi Damiani, in Germania (il Nurburgring ha già rinunciato al 2017 mentre Hockenheim deve trovare i soldi) e in Canada dove Montreal ha diversi lavori da eseguire ma, al momento, mancano i soldi. Segnali che indicano che più una conseguenza di Brexit, la situazione è strettamente correlata alla cronica difficoltà di una F1 e di un patron sempre più affamata di soldi.