La prima parte della stagione, o meglio i primi sette appuntamenti di questo campionato di Formula 1, hanno dimostrato che il Circus 2012 è pieno d’imprevisti ma soprattutto è livellato e questo particolare garantisce un discreto spettacolo. 

Sette vincitori in sette appuntamenti, niente male direbbero i fan dell’automobilismo, perché per sette gran premi sono rimasti incollati alla tv nella speranza di capire il papabile iridato della stagione. Difficile dirlo prima dell’exploit della Ferrari.

Eppure non tutti sono d’accordo con questo andazzo. Per esempio, Ross Brawn della Mercedes, intervistato da Autosprint, ha criticato aspramente lo status quo della Formula 1. Il campionato 2012 per essere “veritiero” deve almeno un pilota, una scuderia che prevalga sulle altre.

A grandi linee è questo il suo discorso: ci devono essere dei punti di riferimento più concreti e stabili. Le sue parole ad Autosprint sono le seguenti:

Penso che quest’anno ci sono stati alcuni elementi casuali rivelatisi emozionanti, ma credo che quest’eccitazione svanirà se tutto continuerà ad essere così casuale. In Formula 1 noi abbiamo il dovere di fare in modo che la casualità non sia troppo forte. C’è, per esempio, un divertente analogia con la pesca cui ho pensato l’altro giorno. Nella pesca, la cosa grandiosa è che un assoluto principiante può arrivare e prendere un pesce enorme, perché interviene la casualità. E’ una cosa molto divertente per i partecipanti, ma che non fa della pesca uno sport molto interessante per gli spettatori. Questa casualità è qualcosa che noi non possiamo avere nel motosport.