Ci voleva il governo di Mario Monti per far diventare il bollo auto una tassa “simpatica”. Questo è ciò che risulta da uno studio del Centro “Antonella Di Benedetto”, condotto agli inizi di ottobre su un campione casuale di cittadini maggiorenni residenti in Italia.

Se un anno fa la tassa di possesso per gli autoveicoli occupava la terza posizione nella classifica delle tasse più odiate in Italia (e nel 2010 era al secondo posto), nel 2012 questo balzello è sceso alla settima posizione. La prima posizione è occupata dall’Iva, mentre la “nuova entrata” Imu, invenzione montiana, è balzata immediatamente al secondo posto, e a ragione.

Il terzo gradino di questo per nulla invidiabile podio è occupato dall’aggio esattoriale, cioè dalla tassa sugli interessi di mora (Nel 2011 era al primo posto). Al quarto posto si trovano le accise su carburanti, gas ed elettricità. La quinta posizione è prenotata dal canone Rai (o meglio, tassa di possesso sui televisori). Al sesto posto c’è la tassa sui rifiuti urbani.